DOMANDA
Gentile dottore,
ho 42 anni e all’età di 18 mi sono sottoposta a un intervento per eliminare l’enorme gobba dal mio naso e il medico di allora applicò anche la tecnica butterfly per la punta e intervenne a suo dire sul setto nasale. A distanza di 25 anni, adesso, non mi piaccio ancora.
Il mio naso è sempre stato a patata, con una leggera stortura da destra a sinistra (il che mi ha fatto dubitare al suddetto intervento sul setto) cosicchè nelle foto appaio bella da destra e con naso curvo a sinistra…. diversi anni fa ho preso anche una brutta botta in cui sentii il piccolo setto tra le narici poco sopra le labbra rotto e staccato (subito dopo riassestatosi da sè).
Vorrei una volta per tutte avere un naso con una punta e narici sottili, ma dopo aver passato tragici momenti in quell’operazione di tanti anni or sono, ho il terrore di dover riaffrontare tutto. se solo ci fosse la possibilità di una anestesia solo locale! Poi ho anche degli impianti ortodontici tra canini e incisivi superiori: quanto può ostacolare l’eventuale nuovo intervento?
Grazie, attendo cordiale risposta.
RISPOSTA
Buongiorno Signora,
innanzi tutto vorrei confortarla sul decorso postoperatorio di una rino/rinosettoplastica attuale. Rispetto a 25 anni fa le tecniche, sia chirurgiche sia anestesiologiche sono molto cambiate, rendendo l’intervento più sicuro ed efficace ed il decorso postoperatorio meno traumatico.
Se la punta nasale è storta probabilmente bisognerà intervenire anche sul setto ma se si trattasse solo di una piccola deviazione anteriore potrebbe essere anche realizzabile in anestesia locale contemporaneamente alla correzione della punta.
Sulla possibilità di ottenere una punta sottile è difficile dire senza averla vista. La punta ancora grande potrebbe essere dovuta ad una insufficiente eliminazione delle cartilagini da parte del precedente chirurgo (situazione correggibile) oppure ad un eccessivo spessore della pelle (situazione non correggibile).
In ogni caso la presenza di impianti non cosituisce nessun impedimento all’intervento.
Cordiali saluti.
Dott. Cesare Azzolini