DOMANDA
Gentile Dr. Brasini,
le scrivo in merito a una situazione che mi sta esasperando da mesi, e di cui le scrivo per avere almeno una minima indicazione su come risolverla.
Ho 33 anni, dieci anni fa conobbi un ragazzo (che chiamerò d’ora in poi con un nome di fantasia, cioè Mario) per cui persi letteralmente la testa. Mario era un tipo sfuggente, il classico ragazzo che emana fascino e si tiene sempre a una distanza di sicurezza dalle donne. Questo ragazzo mi metteva molta soggezione, cercavo in ogni modo di conquistarlo scervellandomi per trovare il modo di piacergli, c’era anche stato qualcosa a livello fisico, ma non sono mai riuscita ad avere rapporti completi con lui perché+ l’ansia di deluderlo era talmente forte che ero io stessa a evitarlo.
L’attrazione fisica era molto forte per entrambi. Io però in certi momenti mi comportavo da pazza, sbalzi di umore e via dicendo. Questa specie di frequentazione è andata avanti per qualche mese, anche se gli incontri non erano frequenti e comunque sempre legati a uscite con altri amici in cui poi magari restavamo soli. Dopo un mese dal nostro ultimo incontro venni a sapere che si era fidanzato.
Inutile dire che mi è crollato il mondo addosso. Avrei voluto vivere una storia con lui, e invece avevo rovinato tutto con le mie stesse mani. Dopo che si è fidanzato per un po’ non ci siamo più sentiti, poi lui ha ripreso a mandarmi qualche sms, ricordandomi le belle serate passate insieme, è capitato anche di rivederci (nonostante lui fosse impegnato), ma io come le altre volte non sono riuscita ad andare oltre qualche bacio ed effusione. Ho cercato di andare avanti, ho frequentato altri ragazzi per dimenticarlo, ma non ci riuscivo. Fino a che non ho conosciuto il mio attuale fidanzato (nome di fantasia: Luca), l’unico che ha spazzato via quel pensiero fisso, al punto che riuscivo addirittura a continuare a sentire ogni tanto Mario, senza che la cosa mi suscitasse alcun sentimento particolare.
Questo fino a qualche mese fa, quando quel pensiero rimasto latente si è ripresentato più forte di prima. Con Luca sto bene, non mi fa mancare attenzioni, ho sempre pensato che fossimo anime gemelle. Però da qualche tempo è anche subentrata un o’ di routine, pensavo fosse normale, ma poi la situazione è andata peggiorando. In più qualche mese fa ho ripreso a sentire assiduamente Mario, l’attrazione fisica c’è ancora per entrambi; ma mentre io volevo riprendere i rapporti per conoscerlo meglio, lui tende a portare la conversazione nella sfera sessuale, con sms molto espliciti sulle sue fantasie e in cui mi chiede anche le mie. Io pur di sentirlo sono stata al gioco, ma la cosa mi fa stare male, perché lui mi piace e sono ben consapevole di non essere corrisposta, perché se uno come lui è ancora fidanzato con la ragazza di allora significa che ci tiene davvero.
In tutto ciò mi sono anche sorti dubbi su quello che provo per il mio attuale fidanzato. Vorrei togliermi dalla testa Mario, che ormai è diventato un pensiero ossessivo, ogni secondo di ogni giorno ci penso. Io a Mario ho anche detto che anni fa avrei voluto di più e che pensavo di aver rovinato tutto, ma lui mi ha detto che non è così, e che lui allora non poteva darmi quello che volevo io. Ho accettato che semplicemente non gli piacevo abbastanza, senza sensi di colpa. Ma ora perché non riesco a togliermelo dalla testa?
Cosa devo fare? La prego, mi dia un consiglio.
Saluti
RISPOSTA
Cara Amica,
ci sono a volte persone alle quali noi attribuiamo un significato particolare, ed è per questo che diventano così importanti, piuttosto che per ciò che sono realmente o per l’esperienza vera e propria di relazione che abbiamo con loro. E’ un po’ come se a partire da qualche caratteristica della persona stessa, o da alcune particolari circostanze in cui stabiliamo un contatto, o da piccoli dettagli di ciò che accade tra noi e questa persona, quella persona diventasse un personaggio significativo, un vero e proprio protagonista del nostro personale romanzo interiore. Una volta una signora di una certa età, che aveva vissuto tutta la vita con il marito, allevato insieme a lui dei figli, e si apprestava ad affrontare l’ultima stagione della vita sempre accando a quest’uomo, mi raccontò che in realtà il Grande Amore della sua vita era un giovane ufficiale che vide una sola volta da ragazzina, e col quale scambiò in tutto due parole.
Ecco, a me pare che Mario sia per lei un po’ questo tipo di figura; anche adesso che lui dice esplicitamente di non aver mai, neppure in passato, avuto da darle ciò che lei desiderava, anche ora che le richiede uno scambio di confidenze sessuali che lei non gradisce e che non corrisponde a ciò che lei vorrebbe da lui, nonostante tutto Mario nella sua mente rimane sempre l’uomo dei sogni. Anche se la fotografia che lei si porta dentro non corrisponde a ciò che le si presenta davanti, lei rimane affezionata a quella fotografia, e la preferisce alla realtà. Anzi, a maggior ragione, più la realtà appare deludente più lei si affeziona a questo sogno.
Cosa può fare? Non è semplice darle un consiglio pratico; io credo che la chiave sia capire e possibilmente accettare le ragioni per cui l’idea di un Mario “bello e impossibile” (come diceva una vecchia canzone) sia così importante per lei. Un indizio è che il pensiero di Mario si è ripresentato quando nella sua storia (reale) con Luca ha iniziato ad affiorare alcuni elementi che lei definisce di routine, cioé gli inevitabili difetti della vita vera.
Un caro saluto
MAurizio Brasini