DOMANDA
Egregio professore
sono una signora di anni 57 da sei sette mesi non vivo in modo normale perché un forte dolore lombosacrale con interessamento dell’arto inferiore destro mi rende impossibile stare in piedi o camminare in posizione sdraiata o a letto il dolore regredisce fatti tutti gli esami di diagnostica per immagini (radiografie normali , dinamiche e del bacino più TAC e RMN quest’ultima addirittura in sedazione si vede che ci sino delle vertebre senza più dischi quasi saldate tra di loro.
Tutti i farmaci non mi hanno dato sollievo adesso un neurochirurgo intende operarmi mentre un altro mi sta facendo fare delle epidurali con kenacort lidocaina e soluz. Fisiologica sono alla terza ed ho avuto un po di sollievo però temo che completando il ciclo di tre punture potrebbe ripresentarsi il dolore forte. Sto anche prendendo lyrica 75mg due compresse al di. D’altronde affrontare un intervento così pesante mi porta a riflettere bene e a cercare altri metodi conservativi.
Avrei piacere di un suo parere
grazie e mi scusi per la lunghezza del mio scritto.
RISPOSTA
Gent.ssima sigra , il percorso effettuato e’ coerente e mi fa pensare che vi sia un instabilita’ del rachide .
Per verificare come uscire da questo grave problema deve provare questo percorso
visto che il collega che le ha fatto i blocchi deve essere un anestesista deve chiederle di poter mettere un catetere peridurale da mantenere in sede per almeno 15 giorni usando una miscela di anestetico con soluzione salina da somministrare 3 volte ak giorno mattina- pomeriggio- sera
prima di inserire il catetere peridurale sperimenti l’utilizzo ( se non gia fatto ) di unfarmaco della categoria oppioide tipo Palexia 100 mg ( lo prende all’ inizio al mattino e sta in casa per 3-4 ore per vedere se le da effetti Avversi -in questo caso lo sospende e passono ) Se lo tollera ne prende 1 al mattino e sera per 4 giorni .
Se non trovera soluzione allora puo essere necessario verificare il procedimento chirurgico . Mi faccia sapere se vuole a isal@fondazioneisal.it
saluti prof Raffaeli