Protrusione discale e fisioterapia

    DOMANDA

    Buongiorno Dottore
    mi chiamo Daniele ed ho 41 anni,nel 2007 ho inziato ad avere fastidi alla schiena con diversi episodi di forte lombalgia acuta “colpo della strega”curati semplicemente con vari antiffiammatori generici.
    Nel 2014 decido di fare RM alla colonna, con il risultato di una protrusione discale ad ampio raggio di curvatura e nonstante il responso ho continuato a curare il disagio con i soliti antiffiammatori.La mia condizione attuale è quella di non riuscire a stare in piedi piu’ di mezz’ora.Proprio due giorni fa sono stato visitato da uno specialista della colonna, e lo stesso dopo aver riguardato l’RM del 2014, mi consigliava fisioterapia e nuoto onde evitare l’intervento di fissaggio della colonna.la mia domanda è la seguente:Sara’ possibile con fisioterapia e nuoto far rientrare la protrusione discale ad ampio raggio di curvatura?
    Un’ultima cosa Dottore,io sono sempre stato uno sportivo ed amo tanto andare in mountanbike, m,secondo lei è consigliabile andare in bici.
    Grazie della sua attenzione verso noi tutti utenti

    RISPOSTA

    Quotidianamente si rivolgono a me soggetti che soffrono di lombalgia o lombosciatalgia in conseguenza di protrusione o ernia del disco e spesso mi presentano la loro risonanza magnetica, che evidenzia la presenza di uno o più dischi che sporgono dalla loro sede. Allora io utilizzo le immagini RMN per spiegare quel che è successo e che cosa è importante fare per risolvere il problema.
    Spiego sinteticamente le funzioni del rachide e mi soffermo in particolare sui dischi intervertebrali con queste parole.
    “Immagini di avere una saponetta bagnata tra le mani. Solo quando i palmi sono perfettamente parallele tra di loro la saponetta è stabile: posso esercitare anche una certa pressione ed essa non scivola. Se, invece, c’è una piccola divergenza essa scivola verso l’apertura. Lo stesso avviene per il nucleo polposo del disco quando i piatti vertebrali che lo racchiudono non restano paralleli. In particolare, quando il rachide lombare si flette, il nucleo polposo viene spinto all’indietro e quando si estende, il nucleo polposo viene spinto in avanti.
    Numerose attività quotidiane costringono in modo ripetuto e prolungato il rachide lombare in flessione, nel lavoro, nel tempo libero e nel riposo: le continue sollecitazioni che spingono indietro il nucleo discale possono impedire il suo riposizionamento in avanti, determinando uno  spostamento persistente che può essere solo una sporgenza (protrusione) o una vera e propria estrusione (ernia).
    Ora osservi sulle immagini RMN i corpi vertebrali, i dischi: è evidente la sporgenza del materiale discale dalla sua sede e il suo conseguente effetto compressivo sulle strutture nervose che si trovano posteriormente al disco.
    Ebbene ora lei sa di avere dei dischi che, sporgendo dalla loro sede, comprimono le strutture nervose e sono responsabili del suo dolore; di conseguenza, lei comprende come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive. Ma è importante fare due cose:
    1° evitare di spingere ulteriormente fuori quei dischi che stanno sporgendo;
    2° fare tutto quello che serve per farli rientrare.
    Per evitare di spingerli ulteriormente fuori deve evitare le posture e i movimenti scorretti in flessione.
    Per farli rientrare deve mantenere la fisiologica lordosi lombare e eseguire gli esercizi di mobilizzazione e rilassamento del rachide lombare in estensione (proprio sulla lordosi lombare, Lei deve portare l’attenzione perché la sua è ridotta, tende a rettificarsi).
    Torniamo all’immagine della saponetta bagnata posta tra le mani. Solo quando le palme sono perfettamente parallele tra di loro la saponetta è stabile: lo stesso avviene per il nucleo polposo. Occorre, allora, fare in modo che i piatti vertebrali che lo racchiudono restino paralleli. Ebbene i piatti vertebrali sono, a due a due, paralleli tra loro quando il rachide cervicale mantiene la lordosi fisiologica”.
    Il dolore si ridurrà quando Lei farà tutti i giorni quello che serve per il benessere della sua colonna vertebrale; glielo descrivo brevemente.
    Informazione: deve conoscere la sua colonna vertebrale, in particolare le sue benefiche curve fisiologiche. In particolare, per stare bene deve imparare a mantenere la benefica lordosi lombare nelle posture, nei movimenti, negli sforzi, nelle attività sportive e nel riposo.
    Riposo notturno: è bene che dorma in posizione supina (sul dorso) o prona (sul ventre); se dorme sul fianco eviti la posizione fetale ma tenga gli arti inferiori semitesi.
    Lavoro: se lavora seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare e cerchi di lavorare mantenendo la lordosi lombare.
    Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena.

    Cammini tutti i giorni, a passo svelto, per almeno mezz’ora.
    Esercizi di ginnastica: deve eseguire tutti i giorni ogni 2 ore, finché la lombalgia non passa, gli esercizi che mobilizzano e rilassano la colonna lombare in estensione.

    Poi aggiungo le indicazioni specifiche per la sua passione della bicicletta.
    La posizione aerodinamica del ciclista altera le curve fisiologiche:

    • la lordosi lombare si inverte da concava diventa convessa, assumendo un atteggiamento di cifosi lombare;
    • la cifosi dorsale aumenta la sua curvatura;
    • la lordosi cervicale viene alterata: le vertebre cervicali inferiori assumono un atteggiamento di cifosi e quelle superiori aumentano la lordosi.

    La regione lombare è in grado di sopportare abbastanza bene tale posizione, seppure per un tempo limitato, perché il peso del tronco viene distribuito tra manubrio e sella. Ma se tale posizione in flessione è mantenuta a lungo può provocare lombalgia e lesioni ai dischi lombari perché aumenta la pressione sui dischi intervertebrali e si produce una forza che fa spostare all’indietro il nucleo polposo del disco.
    La regione cervicale è ancora più sollecitata: i muscoli estensori del collo sono costantemente contratti in una posizione non fisiologica per permettere all’atleta di guardare avanti. Se si indossa un casco che ostruisce parte della visione superiore si accentua ulteriormente l’estensione del collo.
    A questa posizione sfavorevole si aggiungono poi i microtraumi ripetuti legati ai sobbalzi e alle vibrazioni continue imposte alla bicicletta dal fondo stradale.
    Si comprende allora come la posizione aerodinamica mantenuta a lungo provoca facilmente dolore cervicale e lombare.
    Il dolore, in questo caso, è un sintomo intelligente. E’ uno stimolo a cambiare posizione. Se questo non avviene, se la posizione è protratta a lungo, ecco che gradualmente si avrà un’usura precoce della colonna. A livello lombare il nucleo discale può andare incontro, con il passare del tempo, a protrusione o peggio ernia. A livello cervicale l’alterazione della lordosi può provocare un’artrosi cervicale precoce e una protrusione o un’ernia a livello dei dischi cervicali inferiori.
    Per prevenire la lombalgia è utile eseguire i seguenti esercizi.
    Movimenti di compenso in bicicletta. Per impedire l’accumulo di tensioni e per prevenire il dolore è bene rialzarsi spesso dalla posizione aerodinamica per consentire alla colonna vertebrale di riacquistare le giuste curve. Meglio ancora, sempre rimanendo seduti sulla bici, ruotare il bacino per riformare la lordosi lombare, spingere in avanti il petto per ridurre la cifosi dorsale e, mantenendo lo sguardo in avanti, retrarre il mento e il capo.
    Movimenti di compenso a casa. L’atleta, una volta sceso dalla bicicletta, è bene che esegua, come movimenti di compenso, esercizi di estensione del rachide lombare. Questi esercizi non hanno solo un’azione preventiva ma anche antalgica perché permettono alle strutture del rachide di riequilibrarsi.
    Cordiali saluti
    Benedetto Toso