DOMANDA
Salve Dott.ssa,
il mio nome è Miriana, 23 anni. Il ragazzo che amo,22 anniesattamente tre mesi fa ha avuto un grave incidente d’auto. Arrivò in PS con trauma cranico con emorragia nella zona parietale sinistra, lieve collasso del polmone sinistro,milza spappolata,femore e bacino fratturati.
Il neurochirurgo ha subito convenuto intervenire per primo sul l’emorragia cranica. Successivamente ha avuto un lieve ictus e il cervello continuava a soffocare per l’emorragia, diversi giorni dopo hanno deciso di fare un secondo intervento per rimuovere parte dell’osso parietale,in modo da far fuoriuscire il sangue dal cranio per evitare altri eventuali danni al cervello. Ha subito l’asportazione della milza e in seguito una tracheotomia per aiutarlo a respirare,visto il polmone compromesso,ma hanno detto che quello poi si sarebbe sistemato da solo. Dopo circa 3 settimane è stato trasferito in altro ospedale per eseguire un intervento ortopedico,per reinserire in sede il femore e sistemare il bacino. Qualche giorno dopo è stato trasferito in un centro di neuroriabilitazione,in terapia intensiva. A distanza di 4-5 settimane dall’incidente ha aperto gli occhi,ma non sembra esserci del tutto. Non risponde molto agli stimoli, e non da segno di capire dove si trovi,per cui credo sia in uno stato di semi coscienza. Se lo chiami si gira, ti guarda per più di qualche secondo e di tanto in tanto risponde a qualche piccolo comando come,ad esempio “Andrea tira fuori la lingua”.
Qualche giorno fa alla mia domanda “mi ami?” ha risposto con un lieve cenno del capo. Dal giorno dopo però sembra più stanco,e durante l’orario di visita spesso dorme. I medici non sembrano sbilanciarsi più di tanto,è ancora intubato ed attaccato ad una macchina che dicono serva a far arrivare più ossigeno al cervello ,dicono che l’udito funziona e che durante la giornata loro lo vedono sveglio. Ma sono passati tre mesi e di miglioramenti se ne vedono pochi.. Muove le dita dei piedi, la testa,ma più di questo non fa.. Un paio di settimane fa hanno eseguito TAC 3D per studiare la struttura cranica in modo da applicargli una placca là dove ancora manca l’osso parietale.
Dovrebbero operare spero entro la metà di ottobre, secondo lei c’è la possibilità, nonostante l’ictus di un recupero almeno dell’80%?
La ringrazio in anticipo per il tempo dedicatomi,
Cordiali saluti,
Miriana.
RISPOSTA
Cara Miriana,
i segni che racconti sembrano incoraggianti e la condizione del tuo ragazzo è quella di uno “stato di minima coscienza”, che può avere ancora molte possibilità di recupero, soprattutto dopo che sarà applicata la cranio plastica.
Ti consiglio di scaricare una Guida che ho scritto proprio per i familiari dal sito www.arco92.org.
Auguri di cuore!