DOMANDA
Gentile dott.
circa un anno e mezzo fa il medico di famiglia, visto un ingrossamento della prostata da una ecografia e l’ alta frequenza ad urinare, ordino’ a mio padre una pillola da assumere per un ciclo fino allo scorso mese di setremare 2016 quando mio padre è stato portato con urgenza al pronto soccorso per un blocco vescicale. È stato ricoverato e sottoposto a TURP e dimesso dopo 10 gg. con una terapia da seguire per 6 mesi a base di Fermagon. Dopo la dimissione non contento ho portato oggi mio padre a fare una scintografia ossea dalla quale si evince una possibile metastasi. Domani ho prenotato una RDM lombosacrale per togliere ogni dubbio. Mio padre ha 80 anni ma biologicamente ne dimostra 70, é sportivo e non soffre di altre patologie. Spero di non essermi occupato troppo tardi della situazione di mio padre. Spero ci sia una cura risolutiva invece che una cura di mantenimento come lenta agonia e/o speranza di sopravvivere un pò. Dottore chiedo il suo aiuto, un consiglio per quanto suddetto.
La ringrazio di cuore.
RISPOSTA
Gent.le sig.re,
se la diagnosi posta (come credo) è quella di adenocarconoma della prostata la terapia suggerita è valida . Importante è monitorizzare il PSA totale che ci darà indicazioni sulla efficacia della cura.
Situazioni del genere , se il grado del tumore non è troppo alto, possono durare anni senza significativi effetti collaterali.
Cordiali Saluti