BBS ed extrasistole

    DOMANDA

    Gentile dott.ssa,
    ho 51 anni e dopo vari episodi di tachicardia sinusale con battiti fino 130 senza sforzi e con esordio improvviso, due anni fa mi hanno sottoposta a vari accertamenti (ecg, holter, eco, rsm, prove sottosforzo) e anche ad uno studio elettrofisiologico con esito conduzione sottohisiana e nodale ai limiti superiori della norma (AH115 msec HV 60-65 msec) ed bbs intermittente. Da allora prendo bisoprololo 125 1cp al dì. Il recente holter ha rilevato: FC 58/51/101 bpm, BAV 1° (PQ 290 msec) e prevalente conduzione tipo BBS, PA 78/128. Le tachicardie sono notevolmente ridotte (al max fino a 100 e molto sporadiche) ma in compenso sono comparse parecchie extrasistole a volte molto forti, veri e propri tonfi che mi lasciano uno strascico per molte ore in cui non mi sento bene, ho una strana sensazione allo stomaco e un battito accelerato che ovviamente non mi tranquillizza. Le chiedo un parere e le faccio queste domande: 1) questi sintomi sono pericolosi a lungo andare? 2) c’è correlazione tra le extrasistole e il BBS? 3) a questo punto il bisoloprolo è sempre il farmaco più idoneo oppure è il caso di cambiare?
    Grazie mille per l’attenzione e la risposta.
    Carla Codutti

    RISPOSTA

    Buongiorno.

    I disturbi che riferisce non dovrebbero rivestire carattere di pericolosità. Non c’è correlazione tra il BBS e l’extrasistolia. Non vorrei che l’aumento delle extrasistoli sia imputabile proprio all’uso del betabloccante che, come tutti i farmaci antiaritmici, potrebbe, in rari casi, avere un effetto favorente le aritmie.

    Ricontatti il suo aritmologo, per valutare l’opportunità di un’eventuale modifica della terapia.

    Le auguro una buona giornata,

    Dr.ssa Giampaola Guido