Infezione come causa della sacroileite?

    DOMANDA

    Spettabile dottor Carrabba,
    ho ben letto di Lei e Le chiedo un suo parere riguardo al mio problema reumatico.
    Tre anni fa’ cado dalle scale di casa battendo anca destra e colonna lombo-sacrale.Dopo 1 mese compare 1 dolore intenso alla coscia destra e da li le mie pene fatte di sofferenza fisica emotiva e psicologica girando medici e farmaci più altre cose inutili.
    Aprile 2015 vengo ricoverata in reumatologia portata su carrozzina addirittura tanti i dolori e la forte rigidità ..diagnosi = Spondiloartrite Psoriasica(18 anni fa’ in seguito a un forte stress emotivo ebbi una forma di psoriasi del cuoio capelluto che durò alcuni anni e poi si attenuò spontaneamente e in più mia madre ha placche biancastre a gomiti e ginocchia)Dalla RMN emerge Sacroileite Bilaterale, esami hla b27 positivi.. Fattore reumatoide assente, antinucleo 1:80 , ipovitaminosi della vitamina D, (10) PCR a 12,6 ma in concomitanza ad una infezione delle vie urinarie da alta carica batterica di Escherichia Coli..dall’ecografia del femore destro lieve epitrocanterite e assenza di flogosi tendina..fibrinogeno nella norma..

    Da 16 mesi sono in terapia coi farmaci biologici faccio il certolizumab ogni 2 settimane sulla pancia ma non mi da’ più un effetto accettabile dallo scorso settembre 2016 mentre per 1 anno ha avuto su’ di me un discreto effetto terapeutico..(il primo biologico che mi e’ stato prescritto e’ stato il Simponi che dopo la prima somministrazione mi hanno fatto sospendere in quanto mi aveva dato dei disturbi.. Nausea, sudorazione ecc.. ) Mi hanno detto quindi che ho l’artrite psoriasica a solo impegno di colonna alle articolazioni sacroileite-iliache ma ho sempre dolori, da ferma e in movimento , non posso fare niente, cammino a malapena giusto per casa e MAI potrei fare la fisioterapia consigliatami perché avrei dolore!
    Può’ essere secondo lei che vi siano altre indagini da fare per capire bene la mia forma reumatica? Può essere che al biologico si debba abbinare un altro farmaco per un maggiore effetto della terapia? Può essere che la caduta abbia arrecato più danno alle articolazioni in questione? Vorrei una diagnosi differenziale più precisa e dettagliata che non sento di avere avuto.. I controlli poi ogni 6 mesi mi sembrano troppo distanziati.. Sono nella norma del caso così?? Non mi e’ stato neanche specificato a quale stadio e’ il danno articolare….
    Dottore mi aiuti a comprendere se mi stanno seguendo al meglio nel mio percorso terapeutico..mi hanno anche diagnosticato la Fibromialgia secondaria che secondo me non c’è.. Mi e’ parso che la diagnosi di questa patologia sia stata fatta un poco frettolosamente digitando un po’ qua ‘ e la’ e questo mi confonde i sintomi della Spondilite…. Secondo lei devo “esigere” che mi cambino il biologico visto che questo attuale mi da’ uno scarso risultato?.

    Mi scusi tanto per essermi dilungata così.. ho cercato di essere dettagliata per spiegare bene il mio caso
    Ultima domanda = Potrebbe essere una infezione causa della sacroileite?
    E perché non mi hanno mai proposto una infiltrazione??
    La Ringrazio anticipatamente per la risposta che gentilmente vorrà inviarmi.
    Cordialissimi Saluti e Stima.

    Margherita da Pompei

    RISPOSTA

    La sua descrizione del quadro per quanto prolissa e piena di quesiti potrebbe corrisponde alla diagnosi e alla terapia che le è stata fatta almeno per quanto posso dedurre io sprovvisto come sono di tutto il corredo clinico, di laboratorio e di immagini che invece hanno visto i colleghi reumatologi.

    Certamente esistono anche sacroileiti infettive, inclusa quella tubercolare, ma quasi sempre il quadro di laboratorio e soprattutto della RM è assai diverso da quello delle spondiloartriti e/o sacroileiti associate alla psoriasi o alla SA B27 positiva.

    Pertanto ritengo che i suoi specialisti l’abbiano facilmente esclusa.

    Non ritengo il caso, per gli insufficienti elementi a mia disposizione e perché non è mia abitudine proporre cure via mail senza aver visto direttamente il paziente, di suggerire alternative terapeutiche che potranno decidere solo i suoi curanti in un settore tuttora in piena evoluzione sotto questo profilo. La totale fiducia del malato nel loro operato è però un prerequisito del successo. Altrimenti si può creare un ulteriore problema in un caso che mi pare già abbastanza complesso.