DOMANDA
Salve, Dott.ssa SPECCHIA,
dopo aver fatto degli esami di routine, leggendo l’emocromo, hanno riscontrato le piastrine molto basse, 9.94.
Il medico ematologo, mi ha prescritto una cura di cortisone, 50 mg al giorno, il quale ha fatto risalire le piastrine a 40.1.
Ho continuato per altri 15 giorni di terapia, ma le piastrine non sono risalite, praticamente erano stazionarie.
Successivamente ho fatto l’esame del midollo osseo, con l’ago aspirato, riscontrando una piastrinopenia autoimmune.
All’uopo si è proceduto con il farmaco Revolade da 50mg.
Dopo una settimana di cura, ho fatto l’emocromo, e con felicità le piastrine erano risalite a 60.1.
Sempre tramite prescrizione dell’ematologo, ho continuato la cura, e dopo un’altra settimana ho rifatto gli esami, constatando che le piastrine erano nuovamente scese a 40.04.
L’ematologo mi ha consigliato di continuare la cura con revolade da 50mg.
Gentilissima Dott.ssa Specchia, sinceramente io sono preoccupato, perchè non vedo miglioramenti e continuo ad avere perdite di sangue dal naso e lividi sul corpo.
Premetto che non sono ancora riuscito a capire la causa di questa patologia.
Le chiedo gentilmente un consulto per capire cosa fare, se continuare questa cura, aumentare la dose e sopratutto quando potrà finire tutto questo.
La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione e spero di poter avere risposte che possano quantomeno fare chiarezza su questa malattia autoimmune.
Cordialmente,
Francesco
RISPOSTA
Gentilissimo Sig. Francesco,
premetto che le trombocitopenie autoimmuni sono attribuibili a diversi fattori che vengono valutati attraverso indagini di laboratorio e strumentali che sicuramente il suo ematologo le avrà già fatto eseguire. Inoltre è ampiamente documentato che esiste una eterogeneità della risposta, sia al cortisone che ad altri farmaci, inclusi il Revolade per cause legate sia ai meccanismi che hanno innescato la condizione di piastrinopenia che alla risposta individuale. Pertanto, la decisione del prosieguo del trattamento, non può scaturire dagli elementi che lei ha fornito e, quindi, le consiglio di discutere direttamente con il suo ematologo di fiducia o eventualmente consultare direttamente (non via email) un altro centro di Ematologia.
Cordiali saluti