DOMANDA
Soffro da circa 2
anni e mezzo di brachialgia destra(oltre dolore alla spalla). Ho effettuato molte terapie conservative (medicina del dolore, agopuntura, ossigeno ozono, fisioterapia, massoterapia, osteopatia) con scarsi risultati (a parte il cortisone con benefici per breve tempo). Ho dolore principalmente da seduto (dopo un pò che sto seduto subentra il dolore a spalla e parte alta esterna del braccio, oltre a formicolio al dorso della mano e dolore al dito indice). Da sdraiato non ho alcun dolore quindi dormo tranquillamente. L’elettromiografia è nella norma. La tac ha invece evidenziato:rettilinizzazione della lordosi cervicale con dimensioni del canale spinale nei limiti di norma e una riduzione in ampiezza a livello c6-c7 dello spazio intersomatico con irregolarità osteofitosiche margino somatiche e uncoartrosi determinante riduzione bilaterale nelle dimensioni dei forami di coniugazione prevalentemente a destra. Sono seguito da 2 neurochirurghi di 2 diverse strutture che dopo un’iniziale convergenza di vedute, terminate le procedure conservative, sulla bontà dell’opzione foraminotomia cervicale, a distanza di tempo non sono più così d’accordo. Nel senso che il primo ha parlato di possibili ascessi causati dalla foraminotomia tali da poter portare anche a una tetraplegia. L’altro che invece sostiene che il rischio sottolineato dal collega non esiste in quanto la foraminotomia non tocca minimamente il canale spinale. Quindi sono ovviamente spaesato e ovviamente spaventato dalla situazione. Pur con tutti i limiti di un consulto a distanza chiedo un suo cortese parere sugli eventuali rischi prospettati.
Cordialità.
RISPOSTA
Buongiorno,
pur con i limiti di una mancata visione delle immagini è verosimile che la cervicobrachialgia dipenda dalla stenosi foraminale C6-C7.
Probabilmente Le hanno prospettato sia l’intervento per via anteriore (approccio secondo Cloward) con asportazione del disco intervertebrale e posizionamento della cage intersomatica (cioè tra le 2 vertebre al posto del disco rimosso), sia l’intervento di foraminotomia per via posteriore (approccio secondo Scoville) con decompressione del forame di coniugazione.
Non potendo esprimere una opinione in quanto non ho visionato né le immagini né l’obiettività neurologica non posso dirle quella più idonea per Lei ma Le posso garantire che si tratta di due procedure molto sicure che, se ben eseguita da Colleghi esperti, presentano rischi molto limitati.
Rimango a Sua disposizione
Distinti saluti