DOMANDA
Egr.Prof.,
Ho 67 anni e da circa 10 anni sono affetto da IPB.Ho eseguito tre biopsie, con esito negativo, nel 2010,2011 e 2012.Fino al marzo 2014 sono stato in trattamento solo con Omnic a cui e’stato aggiunto Avodart.Da allora ad oggi il valore del PSA e’ progressivamente diminuito da 23 a 7,5.Anche il volume dell’ipertrofia e’ notevolmente diminuito da 130 a 65 ml.con svuotamento completo vescicale.
Da recente visita urologica mi e’ stato prescritta una biopsia in quanto il valore reale del PSA sarebbe in realta’ di 15 e non 7,5 e che le valutazioni future dello stesso dovrei sospendere Avodart 40 giorni prima dell’esame.
Vorrei gentilmente un Suo parere.Grazie della Sua cortese disponibilita’ ed attenzione.
Cordiali saluti
RISPOSTA
Buongiorno,
parliamo di una situazione di Ipertrofia prostatica benigna con due biopsie negative per neoplasia ma persistenti valori di PSA elevati.
E’ una situazione piuttosto comune perché’ l’aumento del PSA può’ essere dovuto alla stessa iperplasia e non ad una neoplasia. In questi casi e’ corretta la terapia indicata dal paziente con Omnic ed Avodart. Il secondo. agisce sulla iperplasia prostatica e se il valore del PSA e’ legato a questa patologia benigna, scende e rimane costante.
Non e’ invece vero che sotto Avodart (dutasteride) bisogna raddoppiare il valore del PSA. Il PSA sotto dutasteride viene letto nel modo seguente. Dopo i primi sei mesi di terapia con dutasteride il PSA raggiungere’ un nuovo valore (es 7.5 ng/ml). Quello e’ il nuovo valore del PSA del paziente. Verra’ controllato periodicamente senza interrompere la dutasteride. Se il valore rimane costante va bene, se sale anche di poco (es 8.5 ng/ml) ripetere’ la biopsia.
Ultimo punto: attualmente in caso di valori elevati di PSA e biopsie negative random, si deve eseguire una risonanza magnetica multiparametrica della prostata che rappresenta l’indagine strumentale migliore per identificare una eventuale neoplasia della prostata (non più’ una ecografia transrettale). Se la RM indicherà’ delle zone sospette, e’ possibile con una biopsia fusion d’immagini, eseguire dei prelievi mirati ( non più’ random) sulle zone indicate dalla RM.
Cordiali saluti
Prof Alessandro Sciarra