DOMANDA
Gentile professore, mio marito, 65 anni, finora in buona salute, ha avuto in questi ultimi tempi due episodi di svenimento… sviene e non ricorda nulla di quanto gli accade. E’ stato sottoposto al Policlinico Umberto I° a tutti gli esami del caso: risonanza, tac, analisi, holter cardiaco e non c’è nulla di preoccupante. Altre due volte ha avuto un problema di afasia, sa cosa vuole dire ma non riesce ad esprimersi, dopo un quarto d’ora ritorna tutto normale. Gli hanno consigliato una risonanza con il contrasto che farà a giorni. In questo periodo è anche abbastanza irascibile ma penso sia anche preoccupato non riuscendo a capire cosa può essere accaduto. Io sono molto in ansia. Cos’altro dobbiamo fare per vedere cosa sia accaduto? Questa volta, al suo ricovero d’urgenza (essendo caduto per strada lo hanno portato d’urgenza al pronto soccorso) gli hanno riscontrato un picco glicemico ed un picco pressorio ma null’altro. E’ il caso che faccia altri accertamenti diagnostici? La ringrazio veramente di cuore per la risposta che vorrà darmi. Cordialmente Annamaria
RISPOSTA
Gentile Signora, dalla Sua descrizione sembra si tratti di episodi di sincope, definita come transitoria perdita di coscienza per una improvvisa riduzione globale del flusso sanguigno al cervello. Le cause possibili sono molteplici e – se gli esami fatti escludono una patologia aterosclerotica delle arterie che portano sangue al cervello (carotidi, vertebrali) – viene normalmente eseguita una valutazione della funzione autonomica del cuore e del controllo della pressione arteriosa mediante un test che si chiama Tilt-Table Test, associato a Massaggio dei Seni Carotidei (MSC). Questo test serve a verificare se, in particolari condizioni e con particolari stimoli, il ritmo cardiaco tende a rallentare troppo o la pressione arteriosa si abbassa troppo, causando appunto la sincope. Oggi, se il test risulta negativo e il paziente continua ad avere episodi di sincope, è possibile impiantare sotto cute un piccolo (circa una moneta da 2 Euro) dispositivo in grado di registrare l’elettrocardiogramma per mesi, in modo da mettere in evidenza le eventuali anomalie del ritmo cardiaco. Gli episodi di afasia fanno invece pensare a un disturbo focale della circolazione arteriosa cerebrale, che potrebbe dipendere da malattia aterosclerotica con sviluppo di stenosi (restringimenti) di una o più arterie: per la ricerca di tali stenosi sono indicati un eco-color-Doppler dei vasi arteriosi del collo ad una risonanza magnetica nucleeare cranio-encefalica con contrasto (angio-RMN). La diagnosi, in questo caso, sarebbe di attacco ischemico cerebrale transitorio, ed è estremamente importante escluderla o confermarla, perché può preludere a un ictus, da prevenire al più presto con terapia appropriata. Cordialmente, Prof. Niccolò Marchionni