DOMANDA
Cara dott.ssa, ho avuto una convivenza di venti anni con una donna che anche lei come me veniva fuori da un precedente divorzio. Lei due figli,uno di 11 anni ed un altro di 9 anni, io nessuno. in piu’ una suocera di 70 anni. Abbiamo trascorso venti anni intensamente pieni di viaggi (Parigi, Amsterdam, Copenaghen, Londra, Venezia etc. etc.) non trascurando mai, pero’, il rapporto per un corretto crescere con i bambini. Tutto e’ iniziato nel 1992, oggi ho 62 anni e sono andato in pensione due anni fa. Tutto e’ cambiato nell’ultimo anno quando si sono diradati i nostri rapporti sessuali ma non le motivazioni dello stare insieme. Un giorno del 2012 ad agosto, vado in ospedale al pronto soccorso per un corpo estraneo nell’occhio , mi bendano ad un occhio e torno in taxi a casa. Lei mi fa trovare le valigie cacciandomi da casa dicendo che era stanca dei miei problemi fisici , avendo sostenuto nel 2000 un trapianto di cornea all’occhio sx. Da premettere che la mattina avevamo preparato le valigie per andare in vacanza il giorno dopo. E’ una ferita che non si rimargina, non riesco a togliermi dalla testa tutte le cose ed il tempo trascorso insieme nonostante la cattiva azione subita. Ho tanta paura e sfiducia per il futuro. Che fare per riprendere fiducia in me stesso e dimenticare, ammesso che ci’ sia possibile? Grazie Antonio
RISPOSTA
Caro Antonio, parto dalla sua ultima considerazione. E’ vero, dimenticare non è possibile, ma neppure è auspicabile. Lei non deve dimenticare questa storia, ma al contrario analizzarla e approfondirla per comprenderne le motivazioni; in caso contrario il superamento sarà impossibile. Fatta questa premessa cerchiamo di capire cosa sia successo. Da quanto lei mi scrive, il comportamento della sua compagna appare schizofrenico: preparate le valigie per le vacanze e il giorno successivo lei si ritrova con i suoi bagagli fuori dalla porta. Mi riesce però difficile capire come tutto questo sia avvenuto improvvisamente, senza alcun segnale preliminare. Sono piuttosto propensa a credere che lei non abbia voluto, o saputo, cogliere alcuni segnali di malessere che , forse indirettamente, la sua compagna le avrà certamente lanciato. Ritengo comunque che anche la sua compagna abbia sbagliato nel non comunicarle chiaramente ie sue difficoltà e i suoi momenti critici. Troppo spesso infatti si commette l’errore di aspettare che l’altro capisca le nostre problematiche e legga nei nostri gesti che qualcosa non va. L’assenza di una efficace comunicazione è la causa principale della rottura di molti rapporti, anche di quelli apparentemente consolidati dal tempo. Non so se ci sia la possibilità di recuperare il vostro rapporto; esiste tuttavia la possiblità che da tutto questo lei tragga l’utile insegnamento di comunicare sempre non solo sui contenuti, ma anche sulla relazione di un rapporto. Se le risultasse difficile il superamento, le consiglio di farsi aiutare da uno psicoterapeuta. Le invio il mio sostegno unito a tani auguri per il suo futuro