DOMANDA
Gentilissima Dottoressa, desideravo porle un quesito. Nel 2003 a fronte di un’ecografia mi sono stati diagnosticati svariati angiomi al fegato, accertati successivamente tramite risonanza magnetica. Circa 2 anni fà un’ecografia ha evidenziato che uno di questi angiomi si è ingrandito, le riporto l’esito:
Fegato regolare per dimensioni e morfologia, struttura finemente disomogenea, con immagini compatibili con angiomi al lobo sx – secondo segmento – di cm 6,4 (diametro trasverso). A ridosso del diaframma – lobo dx – di mm 38, 11, 12 non particolari segnali al modulo color e power doppler,l’ecografia prosegue dicendo che tutto il resto è normale.
L’ultima risonzanza magnetica effettuata pochi giorni fà il 14 maggio 2012 riporta:
L’esame confrontato con un’ecografia del 2010 conferma l’esistenza delle lesioni epatiche a carico di entrambi i lobi che per caratteristiche di segnale e comportamento contrasto grafico risultano fortemente evocative per angiomi il maggiore dei quali di circa 6,5 cm. Nella norma il restante quadro pancreatico splenico e colecistico.
Considerando che l’angioma è aumentato, restando stabile negli ultimi 2 anni , ed inoltre non ho sintomatologia dolorosa e non mi comporta alcun disagio, desideravo sapere se potevo evitare l’intervento chirurgico o se risulta comunque necessario.
La probabilità di un’eventuale rottura dell’angioma è un’ipotesi remota o capita frequentemente?
Grazie mille per le risposte.
RISPOSTA
Dipende quanto grande era l’angioma alla diagnosi e di quanto si è ingrandito. Io farei controlli regolari per valutare se è in costante aumento o no. E’ indispensabile sapere se si tratta realmente di angioma, una possibilità è fare una angiografia che definirebbe con certezza il problema. Se l’ingrandimento è modesto si puo aspettare, di solito gli angiomi non danno problemi, ma se invece di un angioma fosse un adenoma sarebbe più problematico