DOMANDA
Salve, ho 37 anni e soffro di acufene bilaterale, attualmente, idiopatico.
In realtà credo di soffrirne da molti anni …solo che per negli ultimi mesi il fenomeno si è acutizzato …o semplicemente la mia attenzione ha cominciato ad esasperare la cosa.
AUDIOMETRICO: ipoacusia percettiva bilaterale. Deficit neurosensoriale zonale sui toni acuti (la curva rivela una caduta di 50dB intorno ai 5500/6000 Hz).
ABR: ABR nella norma
RX CERVICALE: Ridotta l’ampiezza degli spazi discali in sede posteriore.
Sono in cura presso uno specialista ORL …il quale credo abbia un atteggiamento pessimistico.
Visti gli esiti degli esami crede che se la terapia in corso (Tinnit per 2 mesi) non dovesse portare a nulla …la rimanenza dei tentativi terapeutici disponibili li considera dei “pagliativi”.
L’unica cosa consigliata in caso negativo è l’acquisto di un Tinnipad.
Mi piacerebbe ricevere un approccio multidisciplinare al sintomo.
A riguardo nei prossimi giorni ho una prima visita fisiatrica.
Avrei tre domande:
L’ipoacusia rivelata dall’esame audiometrico indica, in realtà, un fenomeno di mascheramento del mio acufene nei confronti di stimoli esterni?
l’ABR, misurando il segnale “bioelettrico” legato alla stimolazione del nervo, oltre a valutare l’integrità del nervo potrebbe rivelare una continua attività elettrica, in situazioni di silenzio, dovuta all’acufene? Nel caso non esistesse questa attività la causa dovrebbe non risiedere nell’orecchio interno ..ma dopo il nervo?
RISPOSTA
Gentil Signor Gianni Trapani,
mi è difficile rispondere al suo quesito in quanto penso che nel momento in cui affronto un “problema” creato dal deficit neurosensoriale tonale debbo in primis trovare una giustificazione al suo deficit uditivo. Debbo attuare una strategia diagnostica che identifichi la sede di lesione e le cause del deficit in quella sede, E’ indispensabile prima intervenire sulle cause (sistemiche o distrettuali) e successivamente possiamo valutare l’intervento terapeutico più adeguato. Questo mi sembra il primo problema da lei proposto.
Nel secondo quesito fornisce una interpretazione suggestiva dell’esame audiometrico. In effetti il profilo di soglia audiometrico è segnale di deficit che dobbiamo accertare se è neurosensoriale cocleare (cellule ciliate dell’orecchio interno) o retrococleare (uditivo). Se il deficit è trasmissivo è espressione di deficit dell’orecchio medio. Quindi non ritengo essere il deficit uditivo segnalato dall’esame audiometrico o dall’ABR espressione del mascheramento fatto dall’intensità e dalla frequenza dell’acufene sull’orecchio interno o sul nervo. E’ esattamente l’opposto: l’acufene è espressione della lesione delle strutture nervose dell’orecchio (cellule o nervo).