DOMANDA
mia madre è stata operata il 19-07-2011 ed è stata sottoposta a laparo isterectomia totale, annessiectomia bilaterale, linfoadenectomia. I risultati del reperto oncologico per quanto riguarda i linfonodi risultano negativi.La diagnosi risulta adenocarcinoma endometrioide moderatamente differenziato(g2 figo).Neoplasia vegetante dell’endometrio parafundico, infiltrante il miometriocorporeo fundico fino a 4/5 dello spessore (profondità:mm 7,2).La lesione occupa la cavità del corpo e dell’istmo uterino,estendendosi al canale cervicale, ove sostituisce in parte la mucosa endocervicale e dà luogo ad inavasione focale del miometrio cervicale, fino alla mucosa esocervicale(stadio TII FIGO).Il tessuto neoformato,con struttura tabulare e solida, presenta areedi differenziazione mucinosa e di differenziazione squamosa, frequenti figure mitotiche atipiche e corpi apoptotici. Leiomatosi multinodulare e fibrosi interstiziale diffusa del miometrio. In sede ovarica, reperto simmetrico di iperplasia fibro-tecale diffusa e corpi albicanti. Le hanno consigliato teleterapia con acceleratore lineare per 6 settimane da lunedì a venerdì da iniziare il 29/09/2011. Mi chiedo se non sia necessario anticipare i tempi(la teleterapia va effettuata entro le prime 6 settimane dall’intervento?) e quali controindicazioni può causare un ritardo di 4 settimane circa? in attesa di un Vs. parere la ringrazio anticipatamente e le invio distinti saluti.
RISPOSTA
Cara Signora,
l’attesa per l’inizio della radioterapia non è così importante come lei ritiene. Come d’altra parte non da tutti i centri oncologici è condivisa la scelta della radioterapia per lo stadio di malattia dignosticato nel caso in questione. Alcuni centri infatti preferiscono il trattamento chemioterapico alla terapia radiante. Comunque, ritengo consigliabile, se non è stato già fatto, sottoporre la paziente ad una TAC per valutare l’integrità della regione lomboaortica. I linfonodi presenti in tale sede infatti sono spesso interessati dalla malattia e non sempre vengono asportati. Anche una valutazione del torace risulta in questi casi prudente e funzionale ad una accurata scelta della terapia post-operatoria.
Cordiali saluti
Francesco raspagliesi