DOMANDA
salve, a mio padre, che accusava forti dolori all’addome, è stato diagnosticato con una biopsia dopo gastroscopia un adenocarcinoma intraepiteliale nella zona del cardias/fondo. Ci è stato detto di fare la TC e da questa sono emersi alcuni linfonodi ingrossati:”in sede sovraclaveare un linfonodo di 15 mm di diametro, a livello della piccola curvatura gastrica un linfonodo di 18 mm di diametro, in sede para-aortica sinistra 16mm e soprattutto in sede celiaco-mesenterica dove una formazione di pertinenza linfonodale, del diametro longitudinale di 42 mm, ingloba l’origine delle arterie celiaca e mesenterica superiore estendendosi caudalmente fino a un piano passante per l’origine delle arterie renali.”Poi dalla stessa TC ” Fegato di forma e dimensioni regolari. Ai segmenti VII, VIII e al tratto di passaggio tra V e VIII si apprezzano tre lesioni focali solide, del diametro compreso fra i 12 e i 14 mm, ipodense in condizioni basali, tenuemente iperdense in fase arteriosa, che, in fase portale presentano un cercine tenuemente iperdenso. Il reperto non è di univoca interpretazione”.ci è stato detto di fare una PET che ha confermato che si tratta di metastasi. Il dottore ha previsto di iniziare un ciclo di chemioterapia,ha detto che con essa le lesioni quasi sicuramente spariranno perchè sono molto piccole, ma che è estremamente improbabile che si possa operare dopo. Perchè se le metastasi vanno via, non si può operare?Si può ancora sperare in qualcosa?
RISPOSTA
Le indicazioni ad un intervento chirurgico per un carcinoma dello stomaco metastatico come nel caso di suo Padre sono solo di tipo paliativo. In questo momento è importante utilizzare lo schema di chemioterapia con maggiore probabilità di risposta in modo da rallentare la crescita della malattia.
Restando a disposizione invio cordiali saluti.