adenocarcinoma intestino con metastasi epatiche

    DOMANDA

    Gentilissimo dott. Belluco,

    le scrivo per avere ulteriori delucidazione in merito alla situazione di mio padre di anni 68 operato di resezione intestinale ed epatica a seguito diagnosi di tumore colon-rettale,le riporto asattemante il referto:
    Neoplasia primitiva colon
    in data 2/4/2012 resezione anteriore del retto e resezioni epatiche Wedge del V,V-VI,VII e VIII seg epatico;
    Istologia: adenocarcinoma del grosso intestino, G2, infiltrante la parete fino al tessuto adiposo, invasione vascolare e linfatica metastasi massiva in 4 dei 28 linf.esaminati;metastasi epatiche;
    stadio patologico:pT3 pN2a M1(fegato), G2
    stadio clinico: T N
    A distanza di qualche mese dall’intervento abbiamo ritirato i risultati della TAC e le cito esattamente il referto:
    Fegato volumetricamente nei limiti a margini regolari.
    A carico del VII e VIII segmento epatico si aprrezzano due lesioni ipodense con Dt max di 23,4×14,7e19,6×16,6mm da riferire del tutto verosimilmente a lesioni secondarie ipovascolari.
    Altra lesione delle medesime caratteristiche a carico del VI segmento con Dt max di 31,3×18,5mm.
    Il problema è che il chirurgo e l’oncologo della struttura in cui è stato operato sostengono che le lesioni di cui sopra siano cicatrici dovute alla resezione e l’oncologo della struttura più vicina a casa dove mio padre effettua i cicli di chemio (xeloda, oxiliplatino, cetuximab)sostiene che si tratti di metastasi.Cosa ne pensa?
    Cordiali Saluti

    RISPOSTA

    Gent.le Sig.ra Cirelli,
    per una conferma sulla natura delle lesioni epatiche evidenzaiate alla TAC è opportuno eseguire biopsia TAC o Ecoguidata delle lesioni. Inoltre, se le biopsie risultano positive e alla TAC di ristadiazione la malattia è stabile o in regressione va preso in considerazione un reintervento con l’obiettivo di asportare la malattia epatica residua.
    Restando a disposizione Le invio cordiali saluti,