DOMANDA
caro professore mia moglie di anni 37 non fumatrice, nel nov 2010 gli e’ stato diagnosticato un tumore con metastasi a 3 vertebre e al fegato.Dal mese di dic.2010 ha intrapreso la cura con iressa, e dopo la 1^ tac a marzo 2011, la massa tumorale si e’ drasticamente ridimensionata,le metastasi alle vertebre si sono calcificate e si sono ridotte aql fegato.Volevo sapere se esistono casi come quello di mia moglie,curati con la stessa medicina e fino a che punto questa possa fare effetto.grazie e buon lavoro
RISPOSTA
Caro Signore,
fra gli adenocarcinomi del polmone ne esistono una certa percentuale (circa il 13% nella popolazione occidentale), prevalenti nelle donne non fumatrici,che presentano nel loro corredo genico una mutazione del gene che codifica per un recettore ( EGFR) che favorisce la crescita del tumore. Questa mutazione rende il tumore particolarmente sensibile all’azione di farmaci , quali Iressa, che sono inibitori di un enzima ( la tirosinchinasi) che, quando non bloccato, consente al recettore di determinare la crescita delle cellule tumorali. In pratica questi farmaci bloccano, attraverso questo meccanismo, la crescita del tumore. Esistono, quindi , molti casi come quello di sua moglie, in cui sono stati ottenuti risultati che , oggi, sembrano straordinari anche perchè ottenuti senza grossi effetti collaterali.
Tali risultati sono di lunga durata, anche se una buona percentuale di tali pazienti sviluppa da 1 a 2 anni dall’inizio della terapia una nuova mutazione che determina una sospensione della risposta al farmaco. La ricerca è attualmente molto attiva per mettere a dispozione nuovi farmaci capaci di superare questa resistenza e rendere il tumore ulterormente sensibile alla terapia.