adenocarcinoma prostatico

    DOMANDA

    Gentile dottore, a mio padre è stato diagnosticato un adenocarcinoma prostatico grado 3+3 gleason, diffuso al 20% della prostata e con valori di PSA variabili tra 14 e 9 (due esami successivi a distanza di 1 mese circa hanno dato due diversi risultati). Tra una ventina di giorni dovrà sottoporsi a prostatectomia radicale; vorrei sapere se è giusto procedere con l’intervento (che è stato preferito alla radioterapia) prima di valutare l’eventuale coinvolgimento di linfonodi o la presenza di metastasi tramite vari esami come scintigrafia ossea o ecografia. Questi esami per definire lo stadio del tumore non dovrebbero essere fatti prima dell’intervento per valutare il più corretto approccio terapeutico?
    grazie

    RISPOSTA

    Se la diagnosi è arrivata “per caso” dopo avere eseguito il controllo del Psa e se alla visita la prostata era normale o poco sospetta, in effetti non è necessario eseguire esami di stadiazione perchè di puó essere praticamente certi che la neoplasia è ferma nella prostata. È anche il motivo per cui ha senso l’intervento, che altrimenti sarebbe inutile. Spero di avere chiarito i suoi dubbi. Un saluto.