DOMANDA
Nel 2009 mio marito ha effettuato un intervento di prostatectomia radicale e linfodenectomia bilico otturatoria bilaterale. PSA 6.95 ng/ml. Il tumore è stato confermato in adenocarcinoma prostatico Gleason score 7 (4+3).
A circa 3 mesi dall’intervento il PSA era 0.27 ng/ml. Nel 11/2010, nonostante una cura con Casodex, il PSA è ricominciato a crescere.
Continuando a salire ed essendo stata diagnosticata “recidiva loco-regionale” con PET del 02/2013 PSA 2,99 ng/ml, è stato sottoposto a 38 sedute di IMRT su loggia prostatica, terminate nell’08/2013.
La PET del 04/2014 evidenzia adenopatie pelviche ipermetaboliche suggestive, in prima ipotesi, per secondarietà.
Successivo controllo del 06/2014 con RM evidenzia una riduzione ma con successivo incremento del PSA 3.12 ng/ml.
Dal 07/2014 in terapia con Enantone 3.75. Ultimo PSA del 03/2015 pari a 0.01 ng/ml.
La PET del 03/2015 conclude:
-Buona risposta metabolica, al trattamento ormonale in corso, a livello linfonodale pelvico
-Moderato ipermetabolismo focale di n.d.d. a livello di L-4 (nello studio globale corporeo si osserva incremento di fissazione a carattere focale a livello dell’emisoma superiore sinistro di L-4 , in assenza di alterazioni osteo-strutturali.
Visto l’andamento della malattia ed il trattamento che sta seguendo è possibile che il PSA si stabilizzi?
Il problema a livello della L-4 è attribuibile alla malattia?
La ringrazio anticipatamente per la sua gentile risposta
RISPOSTA
Buongiorno,
l’iter terapeutico e’ condivisibile. la risposta alla terapia di blocco androginico e’ buona con un valore stabile del PSA. Il referto della PET va monitorizzato nel tempo, inizialmente ogni 6 mesi. La terapia medica va’ per ora proseguita e modificata solo in caso di una progressione biochimica del PSA o clinica alla PET.
Prof Alessandro Sciarra