adenocarcinoma prostatico

    DOMANDA

    Sono un uomo e ho 69 anni. Da due biopsie prostatiche effettuate rispettivamente len Dicembre 2010 e Dicembre 2011, si sono riscontrate due adenocarcinoma nella prima e tre adenocarcinoma nella seconda. Iol risultato è stato di Gleason 3+3=6 in entrambe le biopsie di cui 2 all’apice e l’altro in basso. Il Psa nella prima era di 9,75 poi era di 11,79. Nella seconda al momento della biopsia era di 28 sceso dopo 4 giorni a 21 e rifatto nel mese di marzo 2012 è di 14,90. Mi era stato scritto sul referto che trattasi di un adenocarcinoma a basso rischio. Ora mi dicono che potrebbe essere a un rischio intermedio visto che il PSA non è più inferiore a 10. Chiedo: Non ho ancora deciso che terapia effettuare avendo una notevole confusione in testa. Ho fatto delle ricerche in internet e ho scoperto diverse criteri di intervento. L’HIFU me l’hanno sconsigliata. La radioterapia non è proprio risolutiva. Rimane la protestotectomia radicale. E qui i pareri sono discordanti. C’è chi sostiene che la migliore è ancora la protestotectemia a cielo aperto. Altri sostengono che
    l’intervento migliore è la laparascopia normale o la laparacopia robotica con robot da vinci. Il Suo parere Dr. Mandressi qual’è? Penso che sia maturo l’intervento visto che il PSA continua salire anche se di poco. La ringrazio anticipatamente se vorrà esprimere il suo autorevole parere. Alessandro

    RISPOSTA

    Il grado del carcinoma prostatico secondo Gleason è intermedio quando il numero è 3 (i gradi sono 5) La somma del grado più rappresentato e del grado rappresentato in seconda frequenza nel suo caso fa 3+3 =6, quindi uno score (=punteggio) intermedio. Il grado intermedio non significa automaticamente basso rischio, perché il grado è solo uno degli elementi che compongono il rischio. Gli altri 2 elementi sono la quantità di tumore (numero di biopsie positive) ed il PSA. Nel suo caso la quantità di tumore alla biopsia è bassa ed il PSA ha oscillato parecchio. Il basso o medio o alto rischio è una convenzione con cui si classifica percentualmente la probabilità che il tumore sia o meno aggressivo, ma che non dice nel suo caso cosa succederà: le dice solo la probabilità che il tumore sia confinato nella prostata e quindi passibile di terapia definitiva (= in grado di guarire) o no.
    Sulla base di grossolane valutazioni la sua probabilità di avere una malattia organo-confinata è tra l’85 ed il 90%: veda lei se questa probabilità le sembra sufficiente per risolvere il suo problema con una terapia definitiva che le ricordo ad oggi valicate sono due: prostatectomia radicale e radioterapia a fasci esterni, meglio se a modulazione d’intensità.