Adenomectomia prostata

    DOMANDA

    La ringrazio della risposta che mi ha fornito oggi, relativa a :Forte preoccupazione per adenomectomia prostata.
    Mi permetto di chiedere perchè non ho ben capito ,una cosa.L’urologo che ha visitato mio padre ha scritto sul referto:si consiglia intervento di adenomectomia e mi ha parlato del fatto che questo intervento,dato il volume della prostata in questione è l’intervento piu’ indicato,altrimenti,con altri metodi,l’intervento risulterebbe molto piu’ lungo nel tentativo di togliere la parte di prostata in eccesso.Io a tale urologo avevo chiesto(non conoscendo benissimo le varie possibilita’ di interventi)se non fosse possibile procedere col laser o con altri metodi piu’ leggeri.
    Ora,non ho capito, se dietro il termine adenomectomia si intenda anche la resezione transuretrale di cui ,Lei,gent.dottor ,mi ha parlato o se,usando il termine adenomectomia l’urologo interpellato intende l’intervento invasivo che Lei,caro dottor,mi ha scritto che ormai non vien quasi piu’ eseguito ed è un intervento pesante.
    Se mi chiarisce tale concetto(cosa significhi termine adenomectomia)gliene saro’ molto grata.
    Ultimissima cosa:è possibile,se l’intervento dovesse andar male,arrivare al punto di portare il catetere permanenente?Conosco un uomo che lo porta in modo permanente,dopo che subi'(anche se bene bene non so come e se possa essere davvero successo cosi’)un intervento alla prostata.
    Grazie di cuore.

    RISPOSTA

    generalmente quando si parla di adenomectomia si parla di un accesso chirurgico transvescicale, che ripeto, per il volume che mi ha riferito non e’ l’intervento indicato al contrario dell’accesso endoscopico transuretrale.
    In caso di insuccesso chirurgico il paziente puo’ cronicamente arrivare fino al cateterismo a permanenza.
    Alessandro Sciarra