Al limite della Fraxiparina

    DOMANDA

    Gentile prof. D’Anchise,
    mia madre (71anni), sottoposta ad intervento chirurgico con riduzione ed osteosintesi con placca liss e viti, a causa di una frattura sovracondiloidea del femore dx, è stata costretta all’immobilità; dal momento del ricovero fino ad oggi (ormai sono trascorsi 80 giorni) è sottoposta, per profilassi, ad una terapia con Fraxiparina; dall’ultima radiografia, effettuata pochi giorni fa, si evince che la frattura è in via di consolidamento; l’ortopedico le ha consigliato di iniziare a muoversi con l’aiuto di due stampelle, senza gravare sull’arto (gradualmente fino al 30%) e di continuare la terapia con Fraxiparina, fino al pieno recupero della funzionalità dell’arto. Non potrebbe essere nociva la profilassi con Fraxiparina per un così lungo periodo? Si impone l’uso di calze elastiche quando sia recuperata la funzionalità dell’arto? Eventualmente, per quanto tempo?
    Ringraziandola in anticipo per la risposta, le invio i miei più cordiali saluti.

    RISPOSTA

    è indispensabile continuare la terapia con eparina a basso peo fino a completo recupero del carico . le calze elastiche possono essere un aiuto valido

    Roberto Danchise

    Roberto Danchise

    SPECIALISTA IN CHIRURGIA DEL GINOCCHIO. Primario dell’unità operativa di chirurgia del ginocchio dell’Istituto ortopedico Galeazzi di Milano. È nato nel 1946 a Napoli, si è laureato in medicina a Genova e specializzato in ortopedia a Milano. Da trent’anni lavora all’Istituto ortopedico Galeazzi di Milano. È stato presidente della Società italiana di chirurgia del ginocchio dal […]
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