Alimentazione selettiva in persona adulta

    DOMANDA

    Stim.Prof, ho 56 anni e a parte un po’ di ipertensione che curo con Aprovel 150 direi che godo di buona salute o quasi. Ho sempre, tra alti e bassi avuto 5-6Kg di troppo ma x me fare una dieta è impossibile. Non riesco a seguire una sana alimenatazione. In questo periodo vivrei di latte + nesquik ( si quello che bevono i bimbi) e pane. mi nutro così mattino e sera, a pranzo alterno di malavoglia un secondo o un primo. Conosco delle buone forchette che con piacere si portano in giro i loro Kg di troppo senza farsi problemi, anzi ne ridono perchè ammettono che a loro piace mangiare. Nel mio caso non credo si possa dire che mi piace mangiare, perchè pane e latte , può anche andar bene un giorno o 2, ma non per mesi.Ironia della sorte, non vedo l’ora di poter mangiare il mio pane e latte, poi quando mi sono riempita lo stomaco come un maialino mi dico, che mangiare di emme. L’anno scorso mi sono rivolta ad una dott. Avrei potuto mangiare tutto quello che di più buono volevo e sa cosa mangiavo? Ma certo, pane e latte. Pazzesco!Una cosa che non ho mai capito é che quando con immensa fatica mi metto a dieta, e raggiungo il peso che desidero, invece di godermi il fatto di essere dimagrita e mettermi i vestiti carini che ho , mi metto delle tute o pantaloni informi, quasi a voler nascondere quella che invece io reputo essere bello. é tutto così assurdo. Sono alta 165 e ora peso 65, mentre 58 x me è l’deale. SOS

    RISPOSTA

    Gentile Sig.ra,

    da quanto mi scrive, le sue oscillazioni sono di circa 5-6 kg ma indipendentemente da questo, sufficienti a darle sofferenza come se fossero un fardello ben più pesante.
    Il suo Indice di Massa Corporea attuale è di 23,9 quindi abbondantemente normopeso, e non ritengo sia difficile giungere, con un po’ di lavoro al peso ideale che lei mi dichiara (58kg e IMC di 21.3).BR>
    Questo pero’ tenendo conto di escludere eventuali problematiche mediche che le impediscano di mantenere tale peso (mi dice dell’ipertensione e di questo deve parlarne con il suo medico).

    Sebbene si sia posta a dieta (non mi dice se seguita da dietisti/nutrizionisti o in autogestione) i risultati non sono mai stati duraturi perchè non appena giungeva all’obiettivo, scattava una sorta di autoboicottaggio.

    Questo ha sicuramente limitato la sua sensazione di autoapprovazione e di autoefficacia, in sintesi, la sua autostima.

    L’alimentazione ora, da quanto mi dice, sembra rivolgersi verso i sapori dolci, quasi fossero una sorta di “coccola perenne”.

    Penso lei debba lavorare su questo, perché la terapia attuata dalla collega cui si è rivolta, cioè quella di darle piena libertà sul cosiddetto “sintomo” (una tecnica tipica della psicoterapia breve strategica) non sembra dare i risultati sperati.

    Ritengo ben più importante lei giunga ai significati che hanno rappresentato gli alimenti nella sua vita ora e nel passato, oltre ad un lavoro più strutturato e personalizzato sul suo caso specifico.

    E’ importante capire cosa accade intorno a lei, e non solo quando lei si alimenta, al fine di comprendere anche i suoi stati emotivi ed i “perché” del suo desiderio di perdere peso, ad esempio.

    Scriva su un foglio le 5 cose che vorrebbe fare se avesse quel peso e valuti se puo’ giungere a questi obiettivi unicamente grazie al dimagrimento o puo’ farcela anche ora, contando sulle sue forze.

    In merito allo psicologo, il ruolo che il collega dovrebbe avere, nel suo caso, sarebbe di guida e di supporto collaborativo.

    Nel senso che dovreste lavorare sui meccanismi che l’hanno condotta a preferire alcuni cibi rispetto ad altri e verso una collaborazione (e non una delega totale verso il terapeuta) a mettere ordine nel caos nutrizionale che sembra esserci.

    Prima di recarsi da un collega, che consiglio a indirizzo cognitivo-comportamentale e che svolga il suo lavoro coadiuvato da una dietista (si chiama approccio multidisciplinare tecnicamente) cerchi di fare quella lista che le ho indicato e di provare a lavorarci da sola.

    Avra’ delle sorprese.

    Buona vita.


    Dr. Emanuel Mian, PhD

    Psicologo-Dottore di Ricerca in Neuroscienze

    Istituto Nazionale di Chirurgia dell’Obesità (INCO)