Alimentazione selettiva nell’infanzia (bimbo di due anni e mezzo)

    DOMANDA

    Egr. Dr. dato che il pediatra non è riuscito a fornire risposta, sottopongo a lei il seguente quesito. Il mio nipotino da circa 8 mesi si rifiuta di assaggiare qualsiasi alimento nuovo. Si nutre solamente di carne di pollo ai ferri pesce ai ferri e patate e carote. Ninente latte ne latticini niente pasta niente riso etcc.. Alune volte abbiamo cercato di fargli assaggiare qualcosa mimetizzandolo alla vista con le cose che mangia ma regolarmente appena sente qualcosa in bocca di diverso lo sputa e dice …”cattivo”. Secondo lei il problema può essere di natura psicologica e se si come si può intervenire. Premetto che per il resto il bimbo sta bene va al nido dove si comporta con il cibo nello stesso modo quindi spesso salta il pasto. E affettuoso molto aperto anche con gli altri bambini dorme tranquillo tutta la notte nel suo lettino ed è un bimbo molto solare. Ci stiamo preoccupando per nulla o dobbiamo intervneire prima che sia roppo tardi.
    Grazie e cordiali saluti
    una nonna preoccupata.

    ps i genitori mangiano di tutto

    RISPOSTA

    Gentile Nonna,

    sebbene da quanto mi riferisce, sembra ci sia una alimentazione selettiva nel bimbo, sarebbe utile capire anche quanto questo possa influire ora sul suo peso/altezza e sulla salute generale.

    Mi mancano alcuni dati importanti quale l’età del suo piccolo nipote ed il peso, che il pediatra avrà sicuramente controllato nelle tabelle per valutare se il bimbo rientra nei percentili di crescita.

    Il bambino sembra evitare tutto ciò che si trovi sul versante dello spettro dolce relativamente al gusto palatale (come il latte ad esempio) e/o che gli adulti, a torto, considerano calorico.

    Riguardo al comportamento, possono esserci varie ipotesi che andrebbero valutate e approfondite parlandone con il nucleo familiare al completo e magari osservando le dinamiche bimbo/famiglia, non solo durante i pasti, ma anche lontano da essi (per un breve periodo osservazionale).

    Prima di agire direttamente con il piccolo, però, reputo utile affrontare la problematica dapprima con gli adulti della famiglia, in quanto tale comportamento potrebbe essere stato acquisito, ad esempio, dai familiari più stretti, da parenti/amici vicini al piccolo o da chi si prende cura di suo nipote.
    Mi riferisce che il piccolo sembra essere solare, disponibile al gioco ed al confronto con i pari e quindi escluderei che possa avere a che vedere con un problema di inserimento negli ambienti in cui si trovi a contatto con i pari o adulti esterni alla famiglia.

    Il rifiuto potrebbe comunicare un bisogno, magari di attenzione da parte dei genitori e sarebbe utile comprendere quanto tempo passa con lei, nonna che mi scrive e quanto con i genitori oltre a quanto con ognuno dei componenti la coppia genitoriale.

    Il comportamento potrebbe, come già accennato, rappresentare un modellamento del piccolo verso comportamenti appresi dai “grandi” che non dimentichiamolo, per il piccolo sono autorevoli e quindi “sanno tutto”.

    Mi spiego meglio, se mamma o sorelle/fratelli maggiori sono a dieta e magari parlano dei carboidrati (che il piccolo sembra evitare) come cibi ritenuti dannosi o cattivi, ecco che il piccolo si è creato una regola sulla base di quanto visto dai grandi.

    Sarebbe utile quindi indagare sui comportamenti di tutta la famiglia con il cibo e di non colpevolizzare in alcun modo il piccolo se evita alcuni alimenti, ma di comprendere con calma (mi raccomando!) la natura di questa sorta di evitamento.

    Per una trattazione e per alcuni consigli riguardo l’alimentazione nel bambino, le consiglio di visionare anche questo mio scritto (http://www.emanuelmian.it/alimentazione_nel_bambino.html)

    Ricercare altre interpretazioni, al momento, mi sembra prematuro in quanto non vi è una astinenza dall’alimentarsi e da quanto mi riferisce, non vi sono comportamenti disfunzionali che mi sia possibile correlare direttamente con le preferenze alimentari di suo nipote.

    Resta inteso che le preferenze alimentari si dispiegano lungo la crescita, e suo nipote, deve ancora crescere,no?

    Mi preme sottolineare che, vista la tenera età del piccolo, sarebbe utile, se necessario, un intervento dapprima con i famigliari, ed in seguito, qualora il pediatra/neuropsichiatra infantile (figure di riferimento in questo momento) ravvedessero il bisogno, con il piccolo.

    Auguro a lei, la sua famiglia e soprattutto al piccolo, ogni bene.



    Dr.Emanuel Mian, PhD