DOMANDA
Spett.le Dott. Menarini
Ho 48 anni e da sempre una grande curiosità da soddisfare.
Nella mia vita ho sognato con la regolarità di circa 2 volte al mese. Mi ricordo quasi sempre quello che sogno, ma la domanda che aspetta con curiosità
la sua risposta è questa: che io sogni di essere in vacanza, di divertirmi, di provare dolore, di vivere situazioni belle o brutte insomma, tutti i miei sogni avvengono sempre, e ripeto sempre, in ambiente notturno.
Nei miei sogni non è mai giorno con il cielo azzurro, la luce, il sole o la pioggia.
E’ sempre notte anche se le situazioni sono normali ad es. in spiaggia, in casa, in giro per negozi. C’è sempre gente che fa tutto come fosse giorno, ma non lo è.
Bizzarro, non crede. Secondo Lei cosa può significare.
La ringrazio anticipatamente e le porgo distinti saluti.
Maria Grazia
RISPOSTA
Gentile Maria Grazia,
la scena onirica ripetitiva dell’ambiente notturno è una dimensione difficile da riscontrarsi in quanto è statisticamente poco frequente. Occorrerebbe, quindi, scandagliare a lungo i Suoi sogni soprattutto a livello della struttura narrativa e farLa lavorare molto sugli stessi. Ad ogni modo se dovessimo affrontare il Suo sogno come metafora antropologica della società attuale si potrebbe ipotizzare che siamo di fronte al problema dell’identità di questa società. Alcuni ricercatori nel campo dell’antropologia culturale hanno infatti mostrato come nella cultura occidentale postmoderna vi sia una modificazione dello spaziotempo, cioè del ritmo quotidiano del vivere, per cui la differenza tra giorno e notte non esisterebbe più. Si può lavorare tranquillamente di notte facendo tutte le cose che si possono fare di giorno. Si tratta di una elisione dello spaziotempo psicologico a livello sociale. Per ritrovare questa metafora a livello cinematografico occorre analizzare il film Blade Runner (di Ridley Scott, 1982) tratto dal famoso romanzo di Philip Dick. Il film, ambientato in una metropoli del futuro, si svolge completamente di notte sotto un cielo sempre carico di pioggia. La trama è quella di un cacciatore di aneroidi, interpretato da Harrison Ford, e il suo problema di fondo è la completa mancanza di identità dell’uomo moderno che non sa mai se è un umano oppure un androide. Il dilemma di una nostra identità sulla quale non viene mai fatta luce instaura il predominio del buio anche di giorno. Ritornando al Suo sogno rimane il fatto che esso ricorre da molto tempo, quindi riflette comunque un Suo atteggiamento inconscio che dovrebbe essere esplorato con la dovuta attenzione.
Cordiali saluti.