DOMANDA
Esimio Professore,
meno male che, finalmente qualcuno che di dolore, disperazione e morte ne sa qualcosa, ha detto, con l’abituale chiarezza, qualcosa di prezioso a proposito del suicidio dei giovani (e, aggiungo io, non solo dei giovani). Troppo comodo liquidare il tutto parlando di depressione, così la colpa è solamente dell'”insano” e tutte le coscienze sono (ri)pulite! Perché, piuttosto, non parlare di disperazione? La vita può diventare insostenibile per le più svariate ragioni, e non è scritto da nessuna parte che uno debba per forza essere così forte (o così insensibile?) da riuscire a sopportarla egualmente. Ma quanto non potrebbe fare anche semplicemente un sorriso sincero?
RISPOSTA
Caro amico, vedo che condividiamo le stesse convinzioni e tuttavia, a lei così sensibile mi permetto di dirle di non abbattersi davanti alle ingiustizie e alle insensibilità che ci circondano. Sicuramente c’è tanta disperazione in giro, ma lei giovane la superi, con determinazione e fiducia, in sè stesso principalmente.
Un augurio affettuoso
Umberto Veronesi