DOMANDA
Gentile professore,
la contatto per un consulto riguardo una situazione molto delicata che sto vivendo in famiglia. Una mia cara cugina ha subito la rottura di un aneurisma 2 settimane fa. Improvvisamente ha perso conoscenza, iniziando a tossire e poi ha avuto dei conati di vomito. Avendo serrato la bocca, ha inghiottito, invece di espellere il cibo e questo ha causato una polmonite ab ingestis …
I medici sono intervenuti aspirando i residui, ma pare gli alveoli siano stati molto danneggiati. Subito dopo é stata sottoposta ad angiografia e l’aneurisma é stato bloccato.
Ad oggi si trova ancora in rianimazione, dopo 2 settimane: c’è stata una ripresa polmonare, anche se non può ancora respirare autonomamente; ha il respiratore da naso, ma é partita da una intubazione e dal coma farmacologico.
Il danno cerebrale sembrava essere molto molto ridotto, se non nullo. Fino a 3 giorni fa si muoveva con testa e arti, al punto che hanno dovuto bloccarle i piedi per evitare che si spostasse pericolosamente dal letto; oltre a questo parlava e rispondeva alle domande, ricordandosi di tutti i parenti e degli eventi lontani e vicini nel tempo.
Ora io la contatto perché 3 giorni fa ci hanno detto che mia cugina aveva una alterazione febbrile dovuta ad una infezione da stafilococco. Hanno iniziato una cura antibiotica mirata, la febbre é scesa ieri, leggermente risalita oggi (37.8), ma il problema é che mia cugina sembra essersi ridotta ad uno stato di confusione profonda e grave debolezza …
Non riesco a capacitarmene. Il dottore ha avuto addirittura il dubbio che fosse in afasia … Ma io mi chiedo come sia possibile, visto che fino a 3 giorni fa ci abbiamo parlato, ha riconosciuto parenti e amici, insisteva sul fatto di voler tornare a casa e di avere molta sete e non ha mostrato confusione, semmai solo stanchezza …
Possibile che questo sia dovuto solo alla cura antibiotica per lo stafilococco e non ad un problema cerebrale dovuto all’aneurisma?
Mia cugina ha solo 38 anni e si trova a Messina: per questo mi permetto di chiederle un consulto. Sarebbe anche possibile prenotare una visita con lei di modo che possa visitarla come specialista neurologo in ospedale?
Grazie dell’attenzione,
Cordialmente,
Stefania
RISPOSTA
Se la cronologia degli eventi è stata riferita correttamente, la situazione che si è venuta a creare ora, caratterizzata se non ho capito male essenzialmente da uno stato confusionale, può essere una nuova complicanza. Tale eventualità può essere la conseguenza di una infezione cerebrale (cioè una encefalite), un nuovo evento cerebrovascolare, uno stato epilettico non-convulsivo; è sottinteso che può trattarsi anche di una afasia dovuta ad una delle tre possibili cause prima elencate. Una risonanza magnetica cerebrale ed un tracciato elettroencefalografico, con una eventuale rachicentesi, se necessaria, potrebbero portare ad una diagnosi di certezza. Tanti auguri sinceri.