ansia e paura di star male

    DOMANDA

    Buonasera, sono una donna di 33 anni e da 1 soffro di ansia, sto seguendo da qualche mese della psicoterapia, dopo quasi un anno di psicofarmaci e ansiolitici(che adesso ho sospeso)

    Il mio medico mi dice che sono una persona che vuole essere sempre disponibile per tutti e soffro di sensi di colpa, non ho mai tempo per me. La mia vita è una corsa tra casa, lavoro e figlio e marito.

    Mio marito mi rimprovera di essere diventata apatica, sempre musona e che non vivo la vita. Ma la paura di sentirmi male mi blocca in tutto. La mia paura si riversa sul cibo. Dopo mangiato sento come delle bolle d’aria che mi salgono dallo stomaco e nauseata e di conseguenza ho paura di vomitare(in vita mia ho vomitato 2 volte).quando mangio subito dopo pranzo assumevo il maalox e la sera una tisana digestiva. Il mio medico di base mi ha dato altre due pillole per una colite, che tra i loro effetti hanno anche quello di ridurre nausea e vomito Controllo su internet tutti i cibi che devo mangiare. Aiuto

    RISPOSTA

    Ogni creatura vivente esprime un bisogno vitale per il benessere: essere amata incondizionatamente, ovvero indipendentemente da ciò che fa, dai ruoli che riveste, dalla percentuale di ‘sì’ che dice.

    Percepirsi amati incondizionatamente implica il sentirsi accolti per ciò che si è (‘Tu vali perché ci sei’), non per quanto si fa (‘Tu vali per quanto produci e finché rendi bene’).

    Ho come l’impressione che lei non riesca ad alimentarsi di questo tipo di amore e forse non voglia concederselo neppure a se stessa.

    E’ come se si sentisse costantemente rincorsa e giudicata per ciò che fa, dice, pensa, sente (addirittura !).

    A fare questo gioco credo sia principalmente lei stessa. Meno male ! Può scegliere di mettere in atto il piano contrario:

    “Valgo perché ci sono. I miei ‘risultati’ (gestire tutto, stare su tutto, ricordarsi ogni cosa..) possono anche dipendere da me, ma non mi appartengono” “Io posso, valgo, ci sono prima e oltre ogni mio risultato eccelso o scadente” “Io sono viva perché vivo in me . a parlare sono io, non i miei prodotti”.

    Provi a ‘nutrirsi’ di frasi di questo tipo, anche mentre ‘corre’ e interpreta i ruoli che la definiscono.

    Amandosi incondizionatamente riuscirà pure ad amare anche la vita, i suoi cari, il suo lavoro e tutto ciò che arricchisce e completa la sua esistenza.

    E allora buon ‘Chi sono ? Dove sto andando’ e addio al ‘Cosa faccio ?’ e ‘Quanto bene riesco ?’.