ansia generalizzata

    DOMANDA

    Gentile dott.ssa, sin dal’infanzia soffro di d.o.c. e fobie, in particolare terrore delle malattie. Non indugio a descriverLE quanto tutto ciò incida sulla qualità della mia vita.Girovago sul web alla ricerca di sintomi e appena ne avverto qualcuno cado nella disperazione. I miei familiari mi liquidano dicendo ” siamo alle solite”, io sono preda dell’angoscia e passo il tempo a piangere, trovando difficoltà in quei momenti anche sul lavoro, in quanto sono ossessionata da pensieri fissi che inondano la mia mente e assorbono le mie energie. Ho un sonno agitato da incubi e risvegli frequenti, spesso di soprassalto. Sono stata da diversi pischiatri e sono in cura da uno psicologo, ma mi rifiuto di assumere farmaci. Purtroppo ieri ho avvertito un sintomo che mi ha gettato nel panico, una sorta di formicolio in punto preciso dietro il ginocchio, durato pochi secondi. Da quel momento ho iniziato a piegare in avanti il collo memore di un “segno” che si manifesta con scosse quando si esegue quel movimento. Oggi, dopo continui tentativi, ho una tale rigidità!Non sono riuscita a capire se vi sia una relazione, ma sono agitatissima. Mi sto trattenendo dal digitare su Google il temuto nome, ma sto malissimo. So che se si accusa un sintomo ci si deve rivolgere allo specilista del caso, ma sono “bloccata” dall’ansia, non oso parlarne a mia madre che mi ha accompagnato dal cardiologo due settimane fa e alla quale ho fatto fare una pessima figura scoppiando in lacrime per nulla.mi aiuti.

    RISPOSTA

    Gent.ma,
    mi sembra che stia vivendo una situazione di grande preoccupazione e angoscia. Temere per la propria salute e sentirsi costantemente incerti e non capiti è fonte di grande sofferenza.
    Tuttavia mi sembra di capire che lei alterna momenti di grande spavento e ansia a momenti di consapevolezza che si tratta di preoccupazioni e non di certezze, e questo è importante.
    Il tentativo di chiedere un aiuto specialistico, psichiatra o psicologo che sia, è un primo grande passo verso l’inizio di un percorso sicuramente lungo e complesso ma che potrà aiutarla a comprendere cosa le accade e come poterlo affrontare.
    Il sintomo fisico spesso è una spia del nostro stato emotivo e relazionale, di quanto ci sentiamo fragili e soli, di quanto riusciamo o meno a fronteggiare gli eventi della nostra vita, ma anche di quanto ci fidiamo degli altri e di quanto abbiamo bisogno di tenerli vicini e legati a noi.
    Prendere farmaci, così come effettuare un percorso psicoterapeutico, vuol dire accettare la possibilità di fidarsi di qualcun altro, e questo spesso è il primo grande passaggio da compiere, che può richiedere anche molto tempo, molta pazienza e molta fatica.
    Perseveri nel suo percorso di approfondimento e di cura, nel quale coinvolgere anche la sua famiglia perché troviate il modo migliore di capirvi e sostenervi a vicenda; è una sfida che può portarla più vicina ad una migliore serenità e autonomia.
    Le faccio i miei migliori auguri, un cordiale saluto
    Laura Belloni