aritmia e ablazione

    DOMANDA

    Gentile Dottore,
    sono una donna di 32 anni e le scrivo perche’ circa due mesi fa ho avuto un’episodio di aritmia,infatti e’avvenuto improvvisamente e mi sono recata al pronto soccorso piu’ vicino,dove mi hanno rilevato una frequenza cardiaca a 180, mi hanno dato un farmaco e solo dopo man mano il battito si e’ regolarizzato (tutto nel giro di 4 ore). Premetto che un evento simile non mi era mai capitato, ma solo molto raramente negli anni passati ma per pochi secondi.
    In ospedale mi hanno detto che ho avuto un’aritmia benigna e mi hanno consigliato di rivolgermi in un centro ospedaliero dove effettuano ablazione. Così, ho contattato un aritmologo, della mia zona, lui senza visitarmi, mi ha chiesto di vedere l’elettrocardiogramma dell’ospedale e dopo mi ha detto che poiche’ non era possibile fare diagnosi, avrebbbe preso i miei dati per un ricovero dove avrei fatto studio elettrofisiologico per elaborare una diagnosi e poi ablazione.
    Sinceramente, ho voluto sentire un altro parere medico che mi ha consigliato di attendere per tale procedure perche’ secondo lui lo studio elettrofisiologico e l’ablazione sono procedure da prendere in considerazione solo dopo ripetuti eventi di aritmia e non nel mio caso che ho avuto un solo evento.
    A questo punto non so come comportarmi; potrebbe lei gentilmente darmi il suo parere in merito?
    Grazie in anticipo e invio cordiali saluti.
    C

    RISPOSTA

    Gentile Signora,
    premesso che bisogna chiarire di che aritmia si stia parlando, sosterrei la tesi del secondo cardiologo a cui si è rivolta.
    Farei, in caso di sintomatologia ricorrente, un ECG dinamico secondo Holter, per avere qualche informazione in più in merito all’aritmia.
    Considererei lo studio elettrofisiologico solo in un secondo momento, qualora gli eventi aritmici si ripetessero.
    Cordiali saluti
    Corrado Tamburino