DOMANDA
Faccio riferimento a un bambino di 3 anni,nato alla 34a sett e ricoverano in TIN per distress respiratorio.A 4 giorni dalla nascita, il posizionamento del catetere centrale, ha scatenato una TPSV, trattata con flecainide ed aggiunto, in seguito a numerose recidive, il propanololo. Assenza di cardiopatia strutturale. Gli episodi hanno sempre coinciso con stimolazioni esterne.La terapia è proseguita fino ai 2 anni con periodici controlli holter che non hanno evidenziato nessuna TPSV. Anche in seguito alla sospensione della terapia, nessun holter ha segnalato nulla, il bambino sta bene, viene pianificato un holter all’anno fino ai 6 anni.
Ora ha 3 anni e mezzo e l’ultimo holter effettuato la scorsa settimana ha rilevato un periodo di TPSV a frequenza 260-270/min indotta dalla corsa della durata di circa 5 minuti, 4 extra sistolisopraventricolari isolate. Il cardiologo consiglia di riprendere l’assunzione di flecainide in 3 somministrazioni e ripetere holter tra 1 mese.Ci paventa la possibilità che sia necessaria un’ablazione, in quanto è possibile che l’aritmia, essendosi ripresentata, gli resti per sempre.E’stato detto che era a causa della prematurità,quindi non capisco perchè si ripresenti il problema a distanza di tre anni..Il bambino è molto grande,ha 3 anni e mezzo ed è cm.111 per 21 kg, oltre il 97° percentile, è sempre molto sudato.Ha effettuato eco addome ed è risultato tutto normale.Mi chiedo se è ipotizzabile ricondurre la tachicardia a un problema alla tiroide. Grz
RISPOSTA
Gent.ma
l’aritmia si può ripresentare perchè c’è verosimilmente un “filo elettrico” aggiuntivo, sin dalla nascita, che l’ablazione va a bruciare, per evitare che essa ritorni. Qualche problema alla tiroide può “scatenare” l’aritmia, che però si può ripresentare anche in assenza di alterazioni della tiroide, proprio per la semplice presenza di questo filo elettrico “aggiuntivo”. Non la deve spaventare la possibilità di una ablazione, che è un intervento curativo nella quasi totalità dei casi. A mio parere è più importante stabilire i tempi e le modalità con cui va effettuata. Se la terapia riesce a tenere la situazione sotto controllo, può valere la pena di aspettare almeno un anno o due prima di effettuare l’intervento, che comunque deve essere eseguito in centri specializzati nella gestione delle aritmie pediatriche.
Distinti saluti
Dott. Paolo Della Bella