artrite reattiva recidiva

    DOMANDA

    Gent.mo Dott. Carrabba, l’anno scorso a gennaio mi era stata dignosticata una sospetta artrite reattiva in seguito a dolore e tumefazione dei alcune dita di entrambe le mani. Gli esami del sangue all’epoca della visita riportavano i seguenti valori: “VES 44,Gb 4500 (Hb e PLT nn), EF sieroproteica ipergammaglobulinemia (20,9 % su PT 76.3); C3 e C4 nn, FR e anti CCP neg, TAS nn, ormoni tiroidei nella norma, ANA assenti”. In seguito alla cura prescrittami (naprossene)il problema è cessato. Da circa una settimana però alcune dita della mano destra hanno cominciato a ripresentare lo stesso gonfiore di un anno fa: mi consiglia di aspettare l’evoluzione o ricorrere nuovamente al naprossene? Eventualmente non esiste una pomata in grado di ridurre il gonfiore senza utilizzare nuovamente degli antinfiammatori? La ringrazio dell’attenzione e le porgo cordiali saluti.

    RISPOSTA

    visti i buoni risultati le conviene ripetere il trattamento con naprossene.

    E’ evidente che in caso di parziale efficacia o se si verificasse una terza ricaduta a breve distanza occorrerà sentire il reumatologo per approfondire la diagnosi e impostare una terapia patogenetica che impedisca ulteriori episodi.

    Mario Carrabba