artrosi

    DOMANDA

    caro dottore volevo sapere se un lavoro ben fatto di stretching e rinforzo muscolare a corpo libero puo evitare artrosi avanti con gli anni adesso ho 40 anni e facendo questi lavori mi sento benissimo anche avendo un varismo alle ginocchia cari saluti massimiliano.

    RISPOSTA

    La ringrazio per la sua domanda perché mi permette di fare alcune considerazioni sull’artrosi: è una malattia degenerativa delle articolazioni.
    Il processo di usura interessa soprattutto le articolazioni esposte a maggior carico: le vertebre (spondilo artrosi), le anche (coxartrosi), le ginocchia (gonartrosi).
    Chi, dopo avere compiuto 50 anni di età, esegue una radiografia della colonna vertebrale non deve preoccuparsi più di tanto se appaiono sulle lastre i segni dell’artrosi. La spondiloartrosi e la riduzione degli spazi discali appaiono più evidenti a 60 anni e ancor più a 70 anni: è il risultato del normale processo di usura delle vertebre e dei dischi intervertebrali.
    La presenza di discopatia e di artrosi non è necessariamente causa di lombalgia, è solo un fattore predisponente. Infatti tra i soggetti colpiti dagli stessi segni di artrosi alcuni presentano dolore, altri no. Inoltre lo stesso soggetto in presenza di artrosi attraversa periodi di sofferenza e altri di benessere.
    Il processo di usura che provoca l’artrosi, si realizza gradualmente con il passare degli anni e può essere accelerato da diversi fattori di rischio: insufficiente conoscenza della colonna vertebrale e delle altre articolazioni, uso scorretto dell’articolazione nelle posture e movimenti quotidiani, ansia, tensione eccessiva, stress psicologici, forma fisica scadente, sovrappeso, nicotina e abuso di caffeina.

    Posture, movimenti scorretti e insufficiente conoscenza della colonna vertebrale
    Le posture e i movimenti vengono definiti scorretti quando non vengono rispettate le curve fisiologiche del rachide. Sono potenzialmente nocive le posture statiche ripetitive tipiche di chi lavora seduto in ufficio (impiegati, operatori al computer) o in stazione eretta curvo in avanti (operai alla catena di montaggio, parrucchieri, dentisti).
    Un altro fattore di rischio è lo stress da vibrazioni; interessa automobilisti, camionisti, operai che usano il martello pneumatico.

    Stress psicologici
    L’ansia, la tensione eccessiva e protratta, gli stress ripetuti, l’atteggiamento negativo di chi ha paura e subisce il dolore, l’insoddisfazione della propria vita e del proprio lavoro, la depressione, la preoccupazione, lo scoraggiamento, la stanchezza, l’esaurimento sono fattori di rischio importanti che possono portare anche ad dolore cronico.

    Forma fisica scadente, sovrappeso, obesità, abuso di caffeina e nicotina
    La civiltà attuale sta dispensando sempre più l’uomo dalla necessità di compiere movimenti e sforzi e l’ha portato sempre più a ridurre l’attività motoria.
    La vita sedentaria provoca un deterioramento graduale delle condizioni di efficienza. Questo deterioramento può essere così lento e impercettibile che chi lo subisce può ritenerlo una conseguenza naturale dell’invecchiamento, è invece il sintomo di una vera e propria malattia: la malattia ipocinetica, cioè da poco movimento.
    . Le ossa diventano fragili e si aggrava l’osteoporosi.
    . I muscoli diventano deboli, flaccidi e perdono la loro elasticità.
    . Diminuisce la mobilità delle articolazioni.
    . Diminuisce la resistenza, la velocità, la coordinazione, l’equilibrio e tutte le altre capacità fisiche di base.
    Il sovrappeso, l’obesità, la nicotina, l’abuso di caffeina e di farmaci abbinati alla vita sedentaria costituiscono fattori di rischio tipici di chi ha scarsa cura corporea e cattive abitudini di vita; essi sono responsabili di una forma fisica scadente e della riduzione delle capacità fisiche di base. Pur non causando direttamente mal di schiena, sono tutti fattori di rischio, possibili concause, che costituiscono un terreno fertile per la sua insorgenza.

    Attività sportiva: benefici e fattori di rischio
    Occorre precisare che può essere dannoso non solo condurre una vita sedentaria ma anche eccedere nello sport e nell’agonismo.
    L’attività sportiva svolta correttamente e con continuità garantisce molti benefici: migliora le condizioni di salute, aumenta la forza e l’elasticità muscolare, accresce la densità ossea, rende più solida la colonna vertebrale, in particolare, migliora il nutrimento del disco e delle cartilagini articolari, riduce la sensibilità ai dolori di schiena, aumenta la tolleranza al dolore e diminuisce la possibilità di ricadute in chi ha sofferto di lombalgia e cervicalgia.
    Le attività motorie e sportive sono positive per il corretto mantenimento dell’integrità funzionale oltre che dell’apparato muscolo-scheletrico anche di quello cardiovascolare e respiratorio: ricordano al corpo quali sono le sue possibilità di movimento e le funzioni di cui è capace.
    Lo sport affatica in modo sano e controllato, costituisce uno stress positivo, in grado di equilibrare gli stress negativi quotidiani.
    Le attività motorie e sportive favoriscono l’attività intellettuale, l’autostima, il senso di sicurezza e di fiducia in sé stessi, la resistenza allo stress e alle malattie.
    La pratica dell’esercizio fisico è in grado di contrastare gli effetti dell’invecchiamento e di conseguenza migliorare le qualità di vita dei soggetti anziani.
    Svolgere attività motorie all’aria aperta in ambiente naturale, il piacere di sentire il proprio corpo che funziona nel praticare uno sport che piace costituiscono situazioni positive che aumentano la produzione di endorfine.
    D’altra parte l’attività sportiva, spingendo l’atleta al massimo delle sue capacità spesso provoca delle sollecitazioni talmente elevate che possono forzare le articolazioni al di la delle loro possibilità:
    . eccessive pressioni dovute a sovraccarichi;
    . movimenti forzati di iperestensione che possono danneggiare le strutture posteriori del rachide;
    . movimenti forzati di iperflessione che possono danneggiare la parte anteriore del rachide: il corpo vertebrale e il disco intervertebrale;
    . movimenti di torsione potenzialmente lesivi sia per le componenti anteriori della colonna che per quelle posteriori; la torsione diventa ancora più dannosa quando è abbinata alla flessione o all’estensione;
    . esposizione agli stress di vibrazione.
    Ogni sport richiede la ripetizione di uno o più movimenti tra quelli appena elencati.
    Occorre, ovviamente, tenere presente che lo sportivo esegue il proprio gesto atletico non solo durante le competizioni, ma anche, in modo ripetuto, negli allenamenti quotidiani. Tale ripetizione effettuata per tempi lunghi e con elevata intensità provoca microtraumi sulle strutture muscolo-scheletriche, sui tendini e sui legamenti.
    Queste sollecitazioni diventano ancora più dannose se l’atleta non ha una buona preparazione atletica oppure se manca una adeguata preparazione tecnica.
    L’attività agonistica si trasforma in elevato fattore di rischio quando lo scopo principale diventa quello di raggiungere la prestazione e il successo e si perde di vista il bene primario, la salute psicofisica. Le sedute di allenamento troppo intense, gli impegni agonistici ripetuti e ravvicinati senza le giuste pause di recupero, sottopongono ad elevata pressione e ad usura precoce la colonna vertebrale.

    Prevenzione dell’artrosi
    Per una efficace prevenzione dell’artrosi, occorre agire sui fattori di rischio. Di conseguenza il programma è bene che sia articolato sui seguenti cardini.

    1. Informazione. E’ fondamentale che ognuno conosca bene com’è fatta la colonna vertebrale, come funziona, qual è il meccanismo che produce il dolore per evitare di azionarlo.

    2. Ginnastica preventiva. Il programma di lavoro prevede:
    . esercizi utili per automatizzare una corretta postura;
    . esercizi per stabilizzare e proteggere la colonna vertebrale durante gli sforzi;
    . esercizi per decomprimere i dischi intervertebrali;
    . esercizi di mobilizzazione specifici per la colonna vertebrale e per le altre articolazioni;
    . esercizi di allungamento muscolare;
    . esercizi di compenso per riequilibrare la colonna vertebrale quando l’attività lavorativa o sportiva costringe a posizioni o movimenti che alterano le curve fisiologiche.
    È bene che eseguire quotidianamente gli esercizi per colmare le proprie carenze.

    3. Uso corretto del rachide. L’uso corretto della colonna vertebrale e delle altre articolazioni, nell’attività lavorativa, nel tempo libero e nel riposo, permette di prevenire il dolore e di rallentare il processo di usura.

    4. Tecniche di rilassamento. Essendo lo stress, l’ansia, la tensione eccessiva, cause importanti di algie vertebrali, l’educazione respiratoria e le tecniche di rilassamento sono cardini fondamentali del programma.

    5. Alimentazione e stile di vita. Questo cardine si prefigge di agire sui fattori di rischio legati al sovrappeso, all’obesità, alla nicotina, all’abuso di caffeina e di farmaci.

    6. Consuetudine all’attività motoria.
    . Consuetudine ad eseguire gli esercizi di ginnastica quotidianamente, a casa o nelle pause lavorative;
    . Praticare una idonea attività motoria, ricreativa o sportiva, preferibilmente in ambiente naturale, all’aria aperta.

    Restando a disposizione Le porgo cordiali saluti
    Benedetto Toso