ASMA BRONCHIALE

    DOMANDA

    Egregio Professore le scrivo per avere un suo parere sulla situazione di mio padre che ora vado a descriverle. Ha quasi 83 anni e stato fumatore fino a 15 anni fa quando ha smesso totalmente per l’insorgere di un carcinoma alla tonsilla..operato e fatte le terapie adeguate e riuscito a venirne fuori..ora soffre di ipertensione e negli ultimi 6-7 anni di fibrillazione atriale e anche di BPCO…ha avuto una broncopolmonite 3-4 anni fa..risolta abbastanza velocemente e senza grosse complicazioni..ne ha avuto pero una altra un anno e mezzo fa che come complicanza gli ha procurato un edema polmonare con conseguente ricovero d-urgenza per l-insorgenza di scompenso cardiaco..negli ultimi 2/3anni ricorrono sempre piu spesso situazioni in cui fa molta fatica a deglutire cibo o altro senza che gli procuri senso di soffocamento e andandogli per traverso facendo fatica a riprendere la normale respirazione, ha formazione di catarro che, pur sforzandosi molto, nn riesce a espettorare con facilita..questa cosa ora gli capita oramai giornalmente e gli procura notevole stress disagio e paura..viene seguito dal nostro medico di base che gli ha diagnosticato dell-asma bronchiale e prescritto nelle fasi acute degli aerosol cortisonici e dei mucolitici ma la situazione nn migliora molto e siccome mio padre vive da solo ho paura che abbia delle crisi respiratorie serie..volevo sapere da lei se si puo fare qualcos altro e che altre soluzioni possono esserci.La ringrazio molto,cordiali saluti.

    RISPOSTA

    Gentile Signore,
    suo padre, dalle informazioni che mi ha fornito, è affetto, come spesso accade nelle persone anziane, da patologie croniche, in parte sostenute dalla prolungata abitudine al fumo, di difficile gestione. Cuore e polmone interagiscono profondamente e le carenze di una parte (come ad esempio la fibrillazione atriale) influenzano la funzionalità dell’altra e viceversa. Questo spiega la comparsa di sintomi anche molto gravi, come l’edema polmonare, e la cronica mancanza di respiro di suo padre. A ciò si aggiunge l’ipertensione arteriosa e forse, come ha detto il suo curante, anche l’asma bronchiale. Una situazione che deve necessariamente essere inquadrata da uno specialista pneumologo e che necessita di controlli regolari presso una struttura ospedaliera. Inoltre le consiglio, se già non lo ha fatto, di far effettuare un controllo specialistico otorinolaringoiatrico, per chiarire i motivi di difficoltà alla deglutizione che non sono imputabili alla patologia cardio-polmonare.
    Cordiali saluti.
    Dr. Paolo Bulgheroni