DOMANDA
Salve professore,
le scrivo per chiedere un consiglio. Purtroppo da alcuni anni soffro di vertigini, imputabili, probabilmente, ad un disturbo del sistema dell’equlibrio. L’anno scorso mi sono sottoposta ad una visita oculistica e, dopo aver usato l’atropina, ho accusato un malore. Quest’anno vorrei rifare la visita, dato che, con le lenti prescritte, non riesco a vedere perfettamente: le figure sono meno sfocate, ma non riesco a leggere da lontano, inoltre se li utilizzo tutto il giorno, si manifestano nuovamente i sintomi dello sbandamento, per questo li ho abbandonati da un po’, trascurando il problema. È possibile sottoporsi ad una nuova visita senza l’uso dell’atropina? O è necessaria per fare uno studio accurato?
In attesa di una sua risposta, le porgo cordiali saluti
RISPOSTA
L’uso dell’atropina è riservato all’esame della refrazione nei bambini e nell’adulto la si usa raramente. Credo quindi che Lei cada nell’errore semantico di indicare con questo termine i collirii che vengono normalmente usati per dilatare la pupilla a scopo diagnostico durante la visita oculistica. Non è sempre necessario usarli, soprattutto se danno reazioni avverse in persone particolarmente sensibili quali Lei sembra essere. Lo comunichi sempre all’oculista che potrà utilizzare farmaci alternativi e sarà sempre in grado di procedere alle esatte misurazioni, garantendo una prescrizione corretta degli occhiali.