attacchi di ansia, forte somatizzazione

    DOMANDA

    Salve Dottoressa, sono silvia ed ho 24 anni. Sono mesi che ho attacchi ricorrenti di ansia dove somatizzo a livello fisico; gastrite, reflusso, dolori intercostali, pensando anche che ci sia sempre qualcosa di anomalo al cuore, dolori addominali.Tutto è sorto da luglio, dopo che sono stata al pronto soccorso per un epigastralgia, convinta che stesse per prendermi un attacco di cuore.Ho fatto anche 3 mesi una visita cardiologica con eco-doppler dove a parte una lieve insufficienza mitrale non è stato trovato nulla, 15 giorni fa anche un ecografia addominale tutto ok, ma anche questa non mi ha tranquillizzato. Per non parlare poi dei forti attacchi di ansia notturni avuti, dove sembra sempre che ti stia capitando la peggior cosa mai accaduta e hai tanta paura. Dopo 3 mesi mi sono convinta e ho contatto una psicologa dove ho 3 incontri. Ora visto che devo fare un operazione al ginocchio e la Dottoressa partorire abbiamo sospeso. In questi però giorni ho dolori al petto, spalle, che si rispecchiano anche allo stomaco e come se mi mancasse l aria e i miei pensi. Sono stata due giorni fa dalla dottoressa e secondo lei mi è aumentata l ansia per questa operazione che dovrò fare tra due settimane e dalla mia paura somatizzo e aumenta tutto. Mi ha segnato un ansiolitico 3 volte al giorno. Cosa mi consiglia di fare per provare a far diminuire questo senso di oppressione alle spalle e petto, oltre all ansiolitico? c’è qualche esercizio di respirazione o altro? la ringrazio in anticipo

    RISPOSTA

    Carissima, le sensazioni che lei avverte sul suo corpo non sono altro che il risvolto a livello somatico della sua paura interiore. Per abbassare l’ansia deve risolvere il suo senso di minaccia inconscio e questo si fa unicamente con la psicoterapia, deve rivolgersi a qualcuno però abilitato all’uso dell’E.M.D.R. Se lei cerca nei miei articoli comprenderà il perché. Sicuramente impostare una retroazione diaframmati a la potrebbe aiutare, cosa che le deve insegnare lo psicoterapeuta, ma se i suoi pensieri continuano a seguire la sensazione di minaccia e la convincono che lei sta per morire non possono essere sufficienti a far stare più calma. Oltre a lavorare con l’E.M.D.R. Sui traumi recenti o passati che la convincono che lei dovrà morire con la psicoterapia deve imparare a riorganizzare i pensieri allarmanti che continuamente l’assalgono. Gli ansiolitici e gli antidepressivi agiscono sulle sostanze chimiche che lo stato di paura inconscio sta alterando, ma se lei non risolve il suo stato di allarme inconscio nonossono risolvere il suo problema che non è fisico ma mental