DOMANDA
Buongiorno D.ssa, sono Samuele, ho 22 anni e da poco più di un mese soffro di costante ansia e attacchi di panico, in più mi sento spesso fuori dal mio corpo, come se non fossi realmente io a compiere l’azione, ma il mio corpo per abitudine.. Sono sempre stanco, mi sento distante da tutto e da tutti, ma non voglio assolutamente rimanere solo. Ho parecchia confusione in testa, ho molta paura di impazzire o di avere una malattia fisica grave (anche se in realtà so che è frutto del mio pensiero), e non ho una visione del mio futuro, se non disastrosa. La mia situazione sembra più rosea rispetto a molte altre persone, ma non riesco ad accettarla. Fin da quando avevo 14 anni c’erano spesso litigi in casa fra mio padre e mia madre (soffrivo già di attacchi d’ansia) fino alla definitiva separazione 2 anni fa. Sembrava andare tutto, più o meno, bene, finchè io, mia madre e i miei fratelli ci siamo trasferiti in un’altra casa (circa 2 mesi fa). Oltre a questo il lavoro scarseggia, ho provato a passare intere giornate seduto su una sedia, e lo stipendio si vede quando capita.. Ed ho rinunciato agli studi universitari per via dell’ansia stessa. Ora sto seguendo una terapia con 25 mg di trittico la sera per dormire (cosa ardua) e 6 gocce di cipralex la mattina, e vado ogni settimana ad una seduta psicologica. Il problema è che non ho fiducia in me stesso, e la sensazione di essere fuori dal mondo mi spaventa sempre.. Cosa ne pensa? Grazie, Samuele
RISPOSTA
mi auguro che questa impostazione farmacologica sia frutto di una consultazione psichiatrica…
Rimane il fatto che il farmaco che ha dato risultati positivi in lameno il 90% dei casi è la paroxetina.
Tranquillo su quelle sensazioni strane, passeranno nsieme alle crisi e non sono affatto segno di “diventar matto”