DOMANDA
Egr. Professore,
in riferimento alla mia precedente richiesta di parere a seguito di aumento del PSA specifico a 6,9 dopo 13 mesi dall’intervento e radioterapia, Le invio i dati che mi aveva richiesto in merito alla stadiazione del tumore e rilevati dalla biopsia effettuata sul materiale prelevato nell’intervento (1 prostatectomia e vescichette seminali, 2 biopsia endoscopica collo vescicale, 3 linfonodi iliaco-otturatori destra). Descrizione Miscroscopica: adenocarcinoma della prostata, Gleason score 4(4+4) infiltrante entrambe i lobi prostatici (1B,1C,1D,1E) con superamento extracapsulare sino al margine di exeresi chirurgica (1B,1C,1E). Il volume neoplastico è risultato essere di circa 4 cc. Apice, vescichetta seminali destra e sinistra esenti da localizzazioni neoplastica (1A,1F,1G) così come il collo vescicale(2).Tessuto fibroadiposo comprendente strutture vascolo-nervose esente da localizzazione neoplastiche. Diagnosi: Adenocarcinoma della prostata pT3a. Nel frattempo ho rifatto gli esami del PSA che è risultato rapporto libero/totale 41% (quello di una settimana fa era 34,78). Mi può cortesemente dare il suo prezioso parere ed eventualmente suggerire la cura migliore per il mio caso?
La ringrazio per l’aiuto e la disponibilità.
RISPOSTA
Egregio signore,
trattandosi di una neoplasia sconfinata dalla ghiandola prostatica le probabilità di una progressione sono piuttosto alte. Il crescere del PSA del resto conferma tale dato: credo andrà presa in considerazione una terapia ormonale che mi pare il papà non stia facendo. Le ribadisco ancora la inutilità di eseguire le diverse forme del PSA: serve solo il totale (che lei non mi fatto conoscere)!
Cordiali saluti,
Filiberto Zattoni