AUMENTO PSA DOPO PROSTATECTOMIA

    DOMANDA

    Egregio Dott. Sciarra

    le scrivo riguardo al caso di mio padre, 80 anni.

    10 anni fa è si è sottoposto a prostatectomia radicale per un Carcinoma Prostatico in stadio avanzato(gleason 7-8). Dopo l’intervento ha iniziato subito la terapia ormonale Zoladex 10.8 con impianto sottocutaneo che continua ancor’oggi ad assumere insieme al Casodex 50 mg.

    il PSA si è mantenuto sempre tra 2 e 4 per otto anni dall’intervento. nel 2009 ha avuto un innalzamento a 30 con contrazione della diuresi, ma senza metastasi. E’ stato sottoposto a cistoscopia retrograda per raschiamento e ad un ciclo di Radioterapia 49 Gray in 40 sedute a seguito del quale il PSA è sceso a 1.8 con un miglioramento delle condizioni cliniche.

    Attualmente il PSA si è nuovamente innalzato (16), senza sintomi. Cosa mi consiglia di fare vista la situazione? Ci sono altre opzioni terapeutiche oltre a quelle già seguite? E’ possibile evitargli un altro ciclo di radioterapia?

    La ringrazio tantissimo per la sua cortese attenzione!

    RISPOSTA

    Buongiorno,

    generalmente la radioterapia per carcinoma prostatico non puo’ essere ripetuta, ma la dose massima viene raggiunta con il primo ciclo.

    Quindi un nuovo ciclo di radioterapia non e’ un opzione terapeutica.

    Prima cosa bisogna stabilire se la progressione del tumore e’ solo una ripresa di malattia locale (a livello della loggia prostatica) o a distanza con ripetizioni secondarie.

    Per fare questo oggi si esegue una PET-TC con colina (non una semplice TC o scintigrafia ossea). Se e’ solo un problema locale si puo’ provare con tecniche locali come HIFU (sono ultrasuoni focalizzati) o crioterapia.

    Se invece e’ un problema a distanza allora bisogna continuare modificando l’attuale terapia medica. Il paziente sta’ eseguendo gia’ un blocco anddrogenico totale. Lo step successivo puo’ essere rappresentato dall’uso di estrogeni. Si passa pero’ a terapie piu’ tossiche che, considerando l’eta’ potrebbero dare degli effetti collaterali importanti. Necessaria quindi una completa valutazione dello stato generale del paziente ed un supporto cardiologico.

    Utile anche controllare se si e’ sviluppata una differenziazione neuroendocrina del tumore (una forma che rende il tumore resistente alla terapia ormonale). Si esegue un dosaggio ematico della cormogranina A come marcatore e, se elevato si puo’ associare una somministrazione con analoghi della somatostatina.

    Cordiali saluti

    Prof Alessandro Sciarra