DOMANDA
BUONASERA DOTTORESSA, LE SCRIVO PER CHIEDERLE UN PARERE MEDICO. MIO FIGLIO DI DUE ANNI E MEZZO , MOLTO PRECOCE NEL PARLARE E MOLTO FLUENTE NEL LINGUAGGIO DA CIRCA UNA SETTIMANA HA COMINCIATO AD AVERE DELLE DIFFICOLTA’….BALBETTA ,PARLA MALE E A VOLTE SI FATICA PROPRIO A CAPIRLO. LE PRIME DUE TRE SILLABE LE DILUNGA, E ANCHE LUI SE NE ACCORGE, INFATTI SI METTE UNA MANO DAVANTI LA BOCCA E SE GLI CHIEDO MI RISPONDE CHE NON RIESCE A PARLARE…….HO PENSATO ANCHE CHE POSSO ESSERE STATA IO, SICCOME LUI NON VUOLE PRENDERE NIENTE PER BOCCA, A VIOLARLO MANTENENDOGLI LE MANI E LE GAMBE AFFINCHE’ NON SI POTESSE MUOVERE…DITEMI VOI COME POTREI COMPORTARMI E SE è IL CASO DI CHIEDERE UN CONSULTO A QUALCUNO…..SONO MOLTO PREOCCUPATA!!!!MARIANNA
RISPOSTA
Gentile Marianna,
comprendo che assumere farmaci per i bambini non sia semplice e che i più piccoli possano sviluppare forme di blocco assoluto a riguardo.
Da psicopedagogista, Le dico però che è molto importante che i genitori evitino di creare, pur con le migliori intenzioni e tutto l’affetto per i bambini, situazioni frustranti per loro nel portarli ad agire il comportamento desiderato. Perciò, in questo caso, certamente la situazione che mi descrive di bloccare il bambino per fargli assumere forzatamente la medicina non è funzionale per il suo sviluppo, né per la vostra relazione.
Da logopedista, Le dico però anche che difficilmente situazioni simili determinano l’insorgere di una balbuzie come causa scatenante. Non vedrei quindi un rapporto diretto di causa e di effetto a riguardo.
Il Suo bambino ha due anni e mezzo, mi scrive, e riporta questi episodi da circa una settimana. Vi è un periodo fisiologico di circa dodici mesi dall’insorgenza dei primi episodi, perché possa parlarsi di una tendenza del disturbo a strutturarsi verso una forma di balbuzie. Le consiglierei perciò di attendere questo tempo prima di sottoporre il bambino a visita specialistica, perché potrebbe aversi una remissione spontanea del fenomeno. In questo tempo sarà però molto importante il comportamento che Lei innanzitutto, ma anche le altre figure intorno al bambino (padre, nonni, ecc.) possiate avere nei suoi confronti. Sarà importante infatti non far pesare assolutamente il problema al bambino, non attirare la sua attenzione sul suo modo di parlare, di cui, da quanto mi scrive, è già consapevole negativamente (mette la mano davanti alla bocca e dice di non riuscire a parlare). Sarà anche importante non anticiparlo, non completare le frasi al suo posto, non correggerlo, non sollecitarlo, né costringerlo a parlare velocemente. Mi rendo conto della Sua preoccupazione di madre, ma sarà molto importante che Lei riesca a gestire la Sua ansia, rassicurando il bambino e dandogli serenità. Molto probabilmente il disturbo avrà una remissione spontanea. Se così non fosse nei prossimi dodici mesi, in presenza delle condizioni di serenità suddette, allora sarà utile consultare uno specialista per una visita. Ma, nel frattempo, sia serena, per Lei e per il Suo bambino.
Un cordiale saluto,
Donatella Tomaiuoli