DOMANDA
Gentilissima dottoressa,
mio figlio adottivo di 10 anni è con noi da quasi 2 anni e proviene dalla Cina. E’ stato inserito l’anno scorso in classe seconda ed attualmente frequenta la terza.
I suoi insegnanti hanno notato una difficoltà nello scrivere (confusione tra n , l, r, oppure p e b, ,t e d ) e nel parlare e anche io noto molta lentezza nell’apprendere la lingua (posso fare paragoni con qualche bambino adottato alla sua stessa età).
Lei crede sia utile una visita neuropsichiatrica per poter accertarsi delle sue difficoltà oppure è necessario aspettare considerando che l’italiano non è la sua lingua madre?
Nel ringraziarla anticipatamente le invio distinti saluti
RISPOSTA
Gentilissima, le chiedo scusa del ritardo con cui rispondo, immagino che in questi mesi le cose siano migliorate e quindi il tempo abbia dato una risposta alle sue domande. Tuttavia, cerherò di dare una risposta più generale. Gli errori di suo figlio sembrano molto connessi alla fonetica della lingua cinese, e quindi errori fonologici un pò più resistenti da modificare nella pronuncia e quindi nella scrittura. Sarà importante in ogni caso fare degli esercizi specifici, ad esempio appaiare una figura ad un suono, dovendo scegliere fra due figure che presentano suoni simili (palla, bolle; tubo, dado; etc,) ed esercitandosi a scrivere negli stessi esempi la lettera iniziale mancante. Esistono in commercio molti giochi istruttivi che possono essere utilizzati. Se dopo una scolarizzazione di un anno intero dovessero persistere i problemi non solo nella pronuncia, ma anche nella scrittura e nella lettura, allora farei fare al bambino una visita per valutazione del linguaggio e degli apprendimenti.