DOMANDA
Bambino di 9 anni e mezzo. Genitori separati da quando aveva pochi mesi. Vive con la mamma. Genitori in rapporti abbastanza civili. Il papà vive a circa 80 km, va da lui il sabato e resta a dormire sul divano. La domenica talvolta pranzano tutti insieme con nonna zii cuginetta. Bambino problematico a scuola: dice parolacce, disturba le lezioni, insulta i compagni. Mamma depressa. Papà vorrebbe prenderlo a vivere con sé ma in modo da non traumatizzarlo. Dovrebbe inoltre riorganizzare il suo lavoro, cosa non facile. Mamma colpevolizza il bambino e alimenta disprezzo per le maestre. Sostiene che non ce la fa più a gestire il figlio. Anche quando è col papà il bambino tende ad essere maleducato ma è più tranquillo. E’ particolarmente consapevole di sé. Il papà fuma parecchio e lui non fa che dirgli di smettere. Papà preoccupato bambino possa delinquere da grande. Al papà Il bambino ha detto “perché non ti fidanzi”? Vorrebbe però i genitori stessero insieme e accusa la mamma di aver fatto andare via il papà. La mamma a volte gli urla, dice parolacce. Dorme con la luce accesa e il bambino dorme sempre nel lettone con la mamma anche se ha la sua stanza. E’ attaccato a lei morbosamente ma vuole molto bene anche al papà, che lo tratta in modo molto più sano. Bambino vuole fare prima comunione perché è l’unico dei compagni a non averla fatta ma hanno dovuto ritirarlo dal catechismo perché aveva picchiato un bambina. Papà ottimi rapporti con famiglia mamma, fratello e mamma
RISPOSTA
Questi problemi psicologici e comportamentali sono molto frequenti nei figli di genitori sperati in cui non c’è accordo sui criteri educativi.
Accanto a un sostegno psicologico al bambino consiglierei un percorso di aiuto e formazione alla coppia genitoriale.