DOMANDA
salve, da circa due anni ho dolori diffusi a tutte le articolazioni.Sono stata ricoverata presso un centro milanese di reumatologia e sono stata dimessa con la seguente diagnosi: diverticolosi del sigma, anemia, linfoadenopatia laterocervicale,atralgie. criteri insufficienti per porre diagnosi di Behcet,necessaria osservazione nel tempo. il mio quadro clinico è il seguente: coliche addominali per cui ho fatto 5 ricoveri, con diagnosi di dubbia IBD, emicrania con aura da 7 anni, afte orali ricorrenti, episodi di tromboflebiti, tonsilliti con placche recidivanti, mutazione genetica fattore 2 e MTHFR, congiuntivite cronica e microlistiasi lacrimale, ispessimenti periossei piccole articolazioni con aree ipodiafania falangi, fibroma femorale e calcagno, ernia discale rettilizzazione rachide e spondilosi con artrosi, sindrome secca, formazioni linfonodali multiple e formazioni di cisti nelle ghiandole salivari,tiroidite autoimmune con ipertiroidismo trattato con successo, prolasso mitralico con rigurgito e BAVS isolatiforuncolosi al viso e al torace, acrocianosi al freddo, ecchimosi ricorrenti. infiammazione tendinea anca con formazione di sacchetta.HLAB 51 positivo e ANA debolmente positivi. durante la degenza hanno fatto il test per la malattia di Behcet con puntura di ago sterile, risultato negativo.Secondo lei il mio quadro necessita di ulteriori accertamenti?il test negativo può escludere la malattia di Behcet?grazie x l’attenzione
RISPOSTA
Gent.ma Sig.ra,
il test della patergia consiste nel pungere la cute con un ago e vedere se nel giro di qualche giorno si sviluppa una lesione rilevata sulla sede della puntura. La positività del test è soltanto una della manifestazioni cliniche della malattia di Behçet e la sua negatività non può escludere la malattia se vi sono un mumero sufficiente di altre manifestazioni per formulare la diagnosi. Nel suo caso la positività del test insieme alle afte ricorrenti, alle troboflebiti ed alla positività dellantine HLA51 avrebbe consentito di porre la diagnosi. Tutte queste considerazioni non posssono prescindere dalla visita. Se il centro che l’ha in cura non è altamente specializzato per la malattia di Behçet può richiedere un altro parere.