DOMANDA
Ill.mo Prof., vorrei sottoporle il caso di mia moglie Lara di anni 48:
13 gennaio 2010 diagnosi:avambraccio dx: melanoma a diff. sup. in fase di crescita verticale, a cellule epitelioidi pigmentate ulcerato, senza aree di regressione; mitosi 3 per mm2; infiltrato linfoide intralesionale assente; infiltrato linfoide perilesionale assente. Assenza di infiltrazione vascolare-perineurale.La lesione è presente su un margine laterale di resezione. Livello di Clark III, spessore di Breslow: 0,56 mm.
26 gennaio 2010 cute avambraccio destro allargamento, assenza di residui focolai neoplastici (1-7). No asportazione linfonodo sentinella.
Follow up: visite dermatologiche trimestrali, RX torace annuale, ecografia linfonodi, addome semestrali.
A seguito di eco rilevante ingrossamento di n.1 linfonodo ascellare dx, lo stesso è stato asportato. Referto 17 nov. 2011: metastasi massiva di melanoma amelanotico a cellule epitelioidi.
Al di là del necessario intervento di svuotamento ascellare già programmato, Le chiedo se è scientificamente possibile che un melonoma primitivo a diff. sup. possa creare metastasi di melanoma di tipo diverso (amelanotico) o forse è più plausibile che sia presente nel braccio altro melanoma di difficile visibilità perché amelanotico?
La ringrazio anche per eventuali suggerimenti in merito al caso clinico presentato.
Un carissimo saluto
Rob.
RISPOSTA
Caro Rob,
l’evento attuale è certamente da collegare a quello precedente. La diversità morfologica delle cellule è dovuta al fatto che il melanoma è costituito da una serie di cellule diverse e con diversa aggressività: diffondono solo quelle più “cattive” quanto al trattamento farei lo svuotamento ascellare e nulla più. Solo controlli periodici.
Cordialità