DOMANDA
Buongiorno dottor Zattoni.
Le sottopongo la mia situazione sperando di essere chiaro.
Giugno 2010. In visita periodica di controllo prostata (PSA 1,65), per sospetto nodulo, viene richiesta ecografia con agobiopsia.
Luglio. Biopsia 14 prelievi (A-F).
Diagnosi: Iperplasia adenofibroleiomiomatosa della prostata (A-F) con adiacente focolaio ASAP (C).
Proposta: biopsia a distanza di 3 mesi.
Novembre. PSA 1,54. Biopsia 24 prelievi (A-H).
Diagnosi: Iperplasia adenofibroleiomiomatosa della prostata (A-H) associata a reperto multifocale di neoplasia intraepiteliale (PIN) di alto grado (B,C,D,H).
Proposta: FINASTID 5mg fino a maggio con visita di controllo per biopsia a giugno.
Mi è stato spiegato che PIN alto grado indica presenza di cellule precancerogene: FINASTID è efficace ? è corretto aspettare fino a maggio o si può fare qualcos’altro ? Troppe biopsie possono dare problemi ?
Grazie per l’attenzione, resto a disposizione.
Cordialmente.
RISPOSTA
Egregio signore,
innanzitutto, da quanto Lei dice, non deduco nè la sua età nè una sua eventuale familiarità per il tumore prostatico! Comunque, andando per ordine e cercando di essere quanto più chiaro possibile, in un terreno estremamente complicato, dove per altro non ci sono evidenze assolute, si può concordare sulla possibilità che il PIN rappresenti una situazione precancerosa. Ma non in modo assoluto: si associa spesso anche con la semplice ipertrofia prostatica!Non credo che la ripetizione ostinata e a breve distanza di tempo della biopsia, rappresenti una soluzione ai suoi problemi: la relativamente lenta progressione dell’eventuale tumore prostatico, lascia ampi margini di manovra e non saranno alcuni mesi (o anche anni!!??) quelli che comprometteranno la vita di un pur sempre “potenziale” paziente! A dire che la biopsia può essere dilazionata, con relativa tranquillità. Il numero delle biopsie va attentamente ponderato: non si può certo eseguire la manovra un numero indefinito di volte!
Personalmente, sarei portato a dilazionarla ben oltre maggio… In fondo, Le sono stati fatti ben 38 prelievi che rappresentano un campionamento più che adeguato della ghiandola prostatica! E ancora, non sono convintissimo che sia necessaria neppure la terapia che Le hanno proposto: ma questa è una mia opinione, legata al fatto che il farmaco maschera l’andamento del PSA riducendone artificiosamente i valori.
In sintesi: il mio pensiero è che Lei, senza alcuna terapia, ricontrolli nel tempo il PSA e, sulla base del suo andamento, e sulla base dell’esplorazione rettale, di una ecografia transrettale ed eventualmente di una risonanza magnetica con bobina transrettale, si deciderà il momento per una ulteriore biopsia prostatica. E questo non dovrà essere troppo lontano, ma neppure “tropo vicino”.
Cordiali saluti, Filiberto Zattoni