Blefarite e nuove tecniche di cura

    DOMANDA

    Buongiorno dott.calabria
    Sono una giovane donna che da ormai tre anni soffre di una blefarite cronica che nonostante due mesi di doxiciclina, e poi sei mesi a scalare di lotte az. Ma senza nessun risultato.
    Ora sto usando solo tealosio e lacrisek ma senza grande sollievo se non temporaneo.
    Volevo chiederle se aveva mai sentito parlare lipflow che è un nuovo sistema che a quanto ho capito “riscalda” le palpebre.
    Cosa ne pensa di questa nuova tecnica ? Conosce altre tecniche piu efficaci?
    Ho sentito parlare anche di un collirio ngf ancora non sul mercato ma che aiuta nella sindrome del occhio secco ….è vero?
    Grazie mille per la sua disponibilità

    RISPOSTA

    Gentile signora spero di risponderle in modo acconcio interpretando correttamente alcuni nomi che lei scrive con evidenti refusi.
    Lotte az, penso che potrebbe essere lotemax,un collirio cortisonico
    Tealosio potrebbe essere trealosio un disaccaride cosmetico di cui non conosco la utilizzazione nella terapia della blefarite
    Lipflow sono invece quasi certo che lei si riferisca allo strumento LipiFlow. Con tutte queste incertezze mi riferisco al LipiFlow che è uno strumento per rendere liquidi i lipidi secreti dalla ghiandole di Meibomio. Il risultato è analogo con quallo ottenibile dalla più classica e utile delle terapie per la blefarite da Meibomian Gland Dysfunction (MGD). La igiene palberale è infatti la più utile delle cure e da sempre consigliamo impacchi caldo-umidi prolungati tutte le sere con uso di detergenti al mattino. Lo strumento permette buoni risultati, ma non dissimili da quelli dell’impacco caldo prolungato.
    Cordiali saluti
    Prof.Giovanni Calabria
    Università di Genova