DOMANDA
Salve dottoressa,
Ho 23 anni e mi sento bloccata in una situazione che mi sta scomoda e che non riesco a cambiare.
Nonostante mi si dica spesso che sono una bella ragazza, brillante e intelligente, io soffro di scarsissima autostima e non credo a queste parole. Questa credo sia la causa originaria dei miei problemi.
Inizio col dire che a casa ho continui conflitti con mio padre che, complice anche la differenza d’età (lui ha 77 anni), non mi capisce e mi opprime. Vuole sempre dirmi come, quando, perchè fare le cose e non facciamo che litigare.
Studio medicina e sono al 5 anno. Non riesco a capire quanto mia sia questa scelta e quanto sia dovuta alle “pressioni” di mio padre. Non riesco ad avere una buona media (26) nonostante studi tantissimo e la cosa mi dispiace perchè al liceo ho sempre avuto ottimi voti e sono sempre stata fra i primi della classe. Studio con dei colleghi che, pur studiando quanto e come me (ad alcuni ho “insegnato” io il metodo di studio) , hanno voti migliori dei miei. Agli esami non ho voti buoni e cerco sempre di capire cosa ho sbagliato e di cambiare qualcosa nel mio metodo ma, spesso, analizzando finisco col dare la maggior parte di colpa ai professori (Non so se a torto o ragione).
Infine, ho una relazione da quasi 3 anni con un uomo 13 anni più grande che ha una personalità molto forte. Anche con lui ho un rapporto conflittuale: siamo entrambi molto polemici e abbiamo idee molto differenti. Quando ci sono dei problemi di coppia tento di parlarne con lui ma se io mi lamento di qualcosa lui controbatte subito accusandomi di qualcos’altro. Io mi chiedo perchè non mi parli subito se c’è qualcosa che non gli sta bene e aspetti che mi lamenti io di qualcosa. Allora cerco di andargli incontro e di trovare un compromesso alle sue lamentele, ma non vedo lo stesso comportamento da parte sua. Una situazione tipo è:
Io: Tu non fai mai A e B
Lui: Eh ma io faccio del mio meglio, ma non è possibile che tu non fai C e D.
A questo punto io cerco di fare C e D ma non vedo da parte sua A e B (a volte solo per i primi tempi e poi ritorna tutto come prima). A volte mi chiedo cosa lo spinga a restare con me visto che una volta è arrivato a dirmi che siamo troppo diversi e a volte quando esce con me si annoia “Meglio quando litighiamo, almeno si fa qualcosa” . Nonostante ciò non riesco a lasciarlo.
Le chiedo un aiuto perchè non vedo la fine del tunnel, mi sento aggrovigliata in una situazione dalla quale non riesco a uscire…
Grazie per l’attenzione
RISPOSTA
Carissima la sua sensazione di essere aggrovigliata è purtroppo giusta. Lei sta cercando attraverso dei comportamenti di compiacimento degli altri di risolvere il suo problema di non aver fiducia in se stessa, di sentire di non andar bene. Purtroppo non troverà fuori di se la soluzione al suo disagio poiché il disagio è dentro di lei, nel rapporto con se stessa. Solo facendo psicoterapia, con un terapeuta abilitato all’uso dell’EMDR, lei riuscirà a risolvere il suo problema.
evidentemente ci sono nella sua storia di crescita carenze affettive, di stima di sostegno che non le hanno permesso di costruire un sano rapporto con se stessa. Questo si può fare oggi solo con un percorso di psicoterapia
in bocca al lupo