DOMANDA
buongiorno, le scivo per mio suocero di 68 anni a cui e’ stato diagnosticato un carcinoma al pancreas.
premetto che mio suocero e’ stato operato a dicembre 2010 al pancreas perche’ avevano riscontrato un tumore.
dopo l’operazione si parlo’ di una possibile cura chemioterapica ma al seguito di un convegno medico decisero di non farla perche’ il tumore era benigno.
gli esami del sangue a cui venne sottoposto periodicamente evidenziavano un marcatore tumorale alto,
subito gia’ qualche mese dopo l’intervento.
solo a aprile 2012 e’ stata richiesta una pet dalla quale si sono evidenziate cellule tuorali circoscritte nella stessa sede in cui si era operato.
l’ocologo ha deciso di effettuare un cura di chemio e di radioterapia.
quello che mi chiedo e che Le chiedo e’ perche’ si e’ aspettato tanto e perche non si e’ asportato il pancreas
al primo intervento ma soprattutto se tali cure serviranno a guarirlo o solo a allungargli, in qualche modo, la vita e la sofferenza quante speranze puo’ avere? ci sono dei centri piu’ specializzati di como per le cure?
La ringrazio in anticipo a nome di tutta la ns famiglia
Carmen
RISPOSTA
Cara Lettrice, fare una diagnosi o esprimere una prognosi sulla base di poche informazioni e senza una conoscenza approfondita del caso clinico in questione è impossibile ed anche eticamente è scorretto. Comprendo la sua ansia e comprendo il bisogno che l’anima di aiutare il suo congiunto ma qualsiasi giudizio le dessi sarebbe senza fondamento. Ogni tumore è diverso dall’altro, anche quelli che colpiscono uno stesso organo. Non esiste un solo cancro del seno, del colon, del pancreas, come non esistono “la” leucemia o “il” mieloma. Per ognuna di queste neoplasie si conoscono ormai centinaia di varianti, ciascuna con peculiarità talmente marcate e differenzianti da poter essere quasi considerate una malattia indipendente. Sul ritardo nell’intervento, se di ritardo si tratta, non ho possibilità di giudizio perchè anche in questo caso non ho una conoscenza diretta del paziente. Mi sento però di dire che la cosa migliore ora è di seguire fiduciosi le indicazioni terapeutiche.
Un augurio affettuoso a lei e a tutta la sua famiglia
Umberto Veronesi